Ha debuttato lunedì 16 settembre e prosegue per quatto settimane, in prima serata su Rai1, la nuova serie tv Brennero, ambientata in Alto Adige. La serie è già interamente disponibile su Raiplay, qui divisa in otto episodi. Si tratta di un thriller ispirato agli eventi legati all’irredentismo sudtirolese. La trama si muove tra il ricordo di un passato complesso e le sfide della convivenza nel presente.
I protagonisti sono Eva Kofler, un sostituto procuratore di lingua tedesca, interpretata da Elena Radonicich, e Paolo Costa, un ex ispettore con un passato difficile, interpretato da Matteo Martari. Insieme, i due devono affrontare il caso di un serial killer noto come il “mostro di Bolzano”. Il loro rapporto riflette le tensioni storiche tra il gruppo linguistico tedesco e quello italiano.

La regia è firmata da Giuseppe Bonito e Davide Marengo, i quali hanno trattato con cautela e rispetto i riferimenti alle vicende storiche locali, consapevoli della loro delicatezza.
Cinematographers Alfredo Betrò CCS (due puntate) e Emanuele Pasquet (due puntate).
NOTA SULLA FOTOGRAFIA DI ALFREDO BETRÒ
In Italia è abbastanza consueto che un direttore della fotografia venga chiamato a seguire un intero progetto, ma Brennero prevedeva una regia a quattro mani curata da Davide Marengo e Giuseppe Bonito, seguiti rispettivamente da Emanuele Pasquet (puntate 1 e 2) e me (puntate 3 e 4 e parte di 1 e 2 per ambienti non pronti durante il primo blocco). Come di solito, durante la preparazione c’è stato un incontro con entrambi i registi nel quale si è parlato dell’aspetto visivo, del “look” della serie: una crime story ambientata a Bolzano, in territorio di confine, prevalentemente d’inverno. La natura bilingue della città, in parte tedesca e la parte italiana, era fortemente rappresantata. Negli esterni i registi volevano un’atmosfera fredda che contrastasse con quella calda degli interni; oltre a questo, la natura stessa della storia spingeva a usare spesso la penombra, secondo le metafore visive che nel nostro lavoro siamo abituati a seguire. Nella ricerca del “freddo”, dopo vari test il look preferito è stato quello di una tinta verde, desaturata, piuttosto che tendente all’azzurro, che ha reso bene l’atmosfera dei luoghi, accuratamente individuati dallo scenografo Ettore Guerrieri, con il quale ci siamo consultati costantemente, così come è stato importante lo scambio di idee con la costumista Patrizia Mazzon.

Per le riprese abbiamo scelto la RED Gemini e dopo alcuni test una serie di lenti ARRI/Zeiss Master Primes, le cui caratteristiche ci sembravano ottimali per le immagini che volevamo ottenere. Il materiale mdp, così come il personle di macchinisti e elettricisti è stato fornito da R.E.C. Rental Equipment Cine TV, seguiti da Giuseppe Avenia, Alessandro Gallo e Massimo la Sala. Capo Elettricisti, Francesco Buonocore, Vito Brunetti e Francesco Colangeli. Capo Macchinisti Luca Pagliara, Antonio Ascione e Enrico Quacquarini. DIT, Rosario Ferrisi e Amos Ayrton Maccanti. Operatori alla macchina Alessandro Gentili e Valerio Brescini, assistenti Francesco Begna, Giulia Fosca Violetta Borelli, Federico Rossi e Matteo Zampagni. Il colorist che ci ha seguiti è Paolo Verrucci di Reel One.

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