The Art of Italian Cinematography and Beyond

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Collettivo Chiaroscuro supporta la lettera WIC – Women in Cinematography a Camerimage

Collettivo Chiaroscuro supporta la lettera WIC – Women in Cinematography a Camerimage nella speranza che in futuro ci sarà una proposta aperta in cui diversità e inclusione saranno maggiori al festival e ovunque. A questo scopo traduciamo e rilanciamo la lettera in italiano.

Le Women in Cinematography condividono i sentimenti espressi dalle associazioni di fotografia cinematografica di tutto il mondo a seguito della pubblicazione dell’articolo di Marek Żydowicz sulla rivista «Cinematography World» dell’8 novembre 2024 e desiderano fornire un contesto più ampio a questa discussione. L’esclusione storica da Camerimage delle donne, salvo poche eccezioni, è il motivo per cui all’inizio di quest’anno si è formato Women in Cinematography – un collettivo di filmmakers di tutto il mondo. L’esame della storia recente dimostra come le direttrici della fotografia siano state marginalizzate dal festival. MUDBOUND, per cui Rachel Morrison ASC è diventata la prima donna a essere nominata per un Oscar per la cinematografia nel 2018, non è stato incluso in competizione ed è stato relegato a una proiezione speciale.

Nel 2021, la direttrice della fotografia Ari Wegner ACS ASC è stata nominata all’Oscar per THE POWER OF THE DOG, ma anche questo film è stato escluso dalla competizione principale ed è stato mostrato come proiezione speciale. Il lavoro di Ellen Kuras ASC come direttrice della fotografia non è mai stato nominato in concorso. PORTRAIT OF A LADY ON FIRE, per cui Claire Mathon AFC ha vinto il premio César per la cinematografia nel 2020, è stato escluso dal festival. Camerimage può davvero affermare di essere orientato principalmente al merito artistico quando ignora questi brillanti e apprezzati successi? L’inclusione di sole due donne come presidenti della Giuria principale (Agnieszka Holland nel 1997 e Mandy Walker ACS ASC nel 2023) è una prova del fatto che il festival “ha sempre difeso i creatori poco apprezzati ed esclusi”? Solo il 3,1% dei film selezionati per la competizione principale è stato fotografato da donne.

Diverse organizzazioni hanno tentato senza successo di persuadere Camerimage a implementare iniziative di inclusione più ampie oltre al panel occasionale sulla diversità. A causa della deludente mancanza di rappresentanza nell’edizione 2021 del festival, il comitato IMAGO D&I, insieme alla Digital Orchard Foundation, ha presentato a Camerimage un elenco di proposte per ampliare il processo di selezione, che continua a escludere le direttrici della fotografia e le minoranze. Nessuna di queste iniziative è stata implementata da Camerimage. A maggio di quest’anno, il festival ha contattato Women Behind the Camera nel Regno Unito per un sostegno ad un singolo evento per celebrare “L’anno delle donne coraggiose”. Mentre hanno respinto la proposta di WBTC di curare una serie di eventi settimanali dedicati alle registe, e nonostante WBTC abbia inviato oltre 30 proposte al festival all’inizio di giugno, non ha ricevuto alcuna risposta o impegno.

La petizione di Women in Cinematography su change.org è stata consegnata all’amministrazione di Camerimage a settembre con oltre 2500 firme e impegni pubblici di sostegno da parte di società di cinematografia e produttori leader, portando all’inclusione di WIC nel programma del festival di quest’anno. Respingiamo l’idea che questa campagna possa essere usata dal signor Żydowicz come dimostrazione dell’impegno del festival verso la diversità o per proteggere il Camerimage Festival da critiche legittime, come il direttore ha tentato di fare nella sua risposta del 9 novembre alla lettera aperta della BSC. Questi eventi sono stati possibili solo grazie al nostro attivismo e alla pressione pubblica e internazionale.

Nella sua difesa, il festival ha pubblicato una nuova politica sulla Diversità e Inclusione che è stata in realtà redatta da WIC e consegnata al festival il 28 settembre. È rimasta non pubblicata fino alle recenti critiche all’articolo di «Cinematography World», e il testo è stato pubblicato senza riconoscere le sue origini o dare credito alle donne che lo hanno redatto. Il signor Żydowicz può credere di non avere lacune riguardo alla rappresentazione delle minoranze, ma è opportuno riflettere sugli eventi degli ultimi giorni. Come figura di primo piano a livello internazionale, le parole del signor Żydowicz esercitano grande influenza e Camerimage ha la responsabilità di celebrare filmmaker di ogni provenienza e che storicamente non hanno ricevuto il supporto necessario per sostenere i loro talenti e successi. La diversità e l’inclusione sono essenziali per l’innovazione e il progresso in ogni settore, e l’arte del cinema non fa eccezione.

WIC è lieta di aver letto ieri dell’impegno del signor Żydowicz verso sviluppi positivi. Nutriamo un grande affetto per il festival e desideriamo che prosperi. Data la protesta della comunità durante lo scorso fine settimana, esortiamo il festival a scusarsi per l’offesa arrecata e a impegnarsi sinceramente con promesse concrete per il futuro. Questo contribuirà in modo significativo a ristabilire la fiducia nel festival e l’integrità della sua leadership. Ecco un breve elenco dei cambiamenti positivi necessari:

– Piena trasparenza dei comitati di selezione; pubblicare nomi e fotografie.

– Creazione di una politica di selezione significativa per garantire una rappresentanza equa nelle competizioni.

– Creazione di un consiglio consultivo per supervisionare e implementare la politica originale D&I.

– Ampia collaborazione con organizzazioni che rappresentano minoranze nell’industria cinematografica.

– Formazione per i team di gestione, comitati di selezione e giurie sull’importanza dei bias inconsci e su come usare linguaggi e comportamenti inclusivi.

– Revisione delle categorie di competizione per diversificare coloro che possono presentare candidature. Ad esempio, introdurre una competizione per lungometraggi di fascia media in modo che non sia obbligatorio scegliere tra opera prima o grande budget, categorie da cui i gruppi minoritari sono stati storicamente esclusi. Suggeriamo anche di aprire la competizione TV per includere episodi successivi e non limitare le candidature solo al pilota.

– Coinvolgere talent scout per cercare attivamente eccellenti lavori di gruppi sottorappresentati.

Camerimage è sempre stato, e continua a essere, un festival unico e inestimabile per tutte noi; modellando, sostenendo e formando direttrici e direttori della fotografia in innumerevoli modi. Per questo motivo ci interessa profondamente la sua evoluzione, affinché rifletta i più alti standard dell’industria cinematografica, inclusi inclusività e responsabilità sociale. Speriamo che le iniziative di quest’anno pongano le basi per un progresso significativo e duraturo, e confidiamo che Camerimage si impegni a rispettare questi principi.

Scarica la lettera originale.

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