The Art of Italian Cinematography and Beyond

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Ci ha lasciati Federico Del Zoppo. Collettivo Chiaroscuro lo ricorda con affetto e si stringe alla sua famiglia

Ci ha lasciati Federico Del Zoppo, direttore della fotografia e operatore alla macchina. Nato nel 1940, Del Zoppo ha attraversato oltre cinquant’anni di cinema italiano, lavorando per il grande schermo e la televisione e confrontandosi con produzioni e generi diversi.

La sua carriera si era formata nel reparto macchina, sui set di alcuni film importanti della storia del cinema. Aveva partecipato, tra gli altri, alla lavorazione di Ludwig di Luchino Visconti, Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii, prodotto da Sergio Leone, e Caligola di Tinto Brass. Fu inoltre operatore alla macchina di Leviathan, il film di George P. Cosmatos fotografato da Alex Thomson.

Come direttore della fotografia, Del Zoppo ha firmato numerosi film e produzioni televisive. Tra i titoli del suo lungo percorso figurano Zanna Bianca e il grande Kid, Ferragosto O.K., Le volpi della notte, Quando ancora non c’erano i Beatles, Thunder III, Killer Crocodile, Fuga da Kayenta, Non lasciamoci più e Stiamo bene insieme. Ha curato inoltre la fotografia de I banchieri di Dio – Il caso Calvi di Giuseppe Ferrara e di Fallo! di Tinto Brass, proseguendo negli anni successivi con film come Una cella in due, Napoletans, Si può fare l’amore vestiti? e Racconto calabrese.

Nel 2008 aveva affrontato anche la regia, dirigendo insieme ad Andres Alce Meldonado Bastardi, con un cast che comprendeva Franco Nero, Giancarlo Giannini, Don Johnson, Barbara Bouchet ed Enrico Montesano.

Del Zoppo è stato anche uno dei protagonisti del documentario Gli angeli nascosti di Luchino Visconti di Silvia Giulietti, nel quale alcuni degli artigiani e dei collaboratori più vicini al regista ricostruiscono la vita quotidiana dei suoi set e ricordano una stagione del cinema fondata sulla competenza, sul rigore e sulla trasmissione del mestiere.

Con Federico Del Zoppo scompare un professionista che ha conosciuto profondamente il set e le sue trasformazioni, attraversando epoche diverse senza mai perdere il legame con la dimensione collettiva e artigianale del cinema.

Il Collettivo Chiaroscuro lo ricorda con affetto e si stringe alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene.

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