Ci ha lasciato Enrico Zanetti, un bravissimo assistente operatore con cui ho lavorato in alcuni set impegnativi.
Lo ricordo con grandissimo piacere in Nostalgia di Mario Martone un film in continuo movimento dentro il popolare e caldo, ma caotico quartiere della Sanità a Napoli. Enrico aveva organizzato due Porter Piaggio carichi di tutto il materiale necessario a ogni evenienza, uno per ogni macchina da presa. Erano un piccolo reparto macchine che si spostava agilmente all’interno del quartiere, passando per vicoli stretti, aggirando ingorghi e ovviamente ignorando i sensi unici.
Questo sistema, ma soprattutto l’agilità mentale di chi l’aveva organizzato e pensato e la sua disponibilità umana a capire le mutevoli esigenze della regia e della fotografia fu uno delle ragioni per cui fu possibile girare Nostalgia scivolando nei vicoli, diventando parte del caos organizzato della Sanità, quasi invisibili, parte del paesaggio del quartiere, bancarella di attrezzi bizzarri, casse, stativi e monitor in continuo movimento.
Erano belli, Enrico, Cinzia, Rosario, Imma, quel piccolo reparto estremo, quando in piedi sul retro del furgoncino, si spostavano agilmente, ormai come a casa , immersi nel caos della Sanità.
Erano gli anni del Covid, era il mondo delle mascherine. Ed eravamo comunque felici di fare un film difficile, in condizioni non facili.
Enrico ci aiutò moltissimo in quel film e sarà con me, nel mio ricordo, e con tutti noi che quel bel film abbiamo fatto.
Collettivo Chiaroscuro tutto si unisce al dolore della famiglia.

