Si è spento Sergio Salvati AIC (nato a Roma il 16 giugno 1934), figura storica della fotografia cinematografica italiana, il cui contributo alle immagini del cinema d’autore e di genere – western e horror – è stato decisivo e fortemente evocativo.
Figlio d’arte – il padre Adolfo Salvati era uno stimato macchinista cinematografico – Sergio muove i primi passi in produzioni e laboratori fotografici romani. Inizia a lavorare come assistente operatore e aiuto macchina su set internazionali e nazionali, guadagnandosi presto un ruolo dietro la macchina da presa. Il suo debutto come direttore della fotografia avviene nel 1970 con Deserto di fuoco di Renzo Merusi, ma il punto di svolta nella carriera arriva con la collaborazione con Lucio Fulci a metà degli anni ’70, per film quali I quattro dell’apocalisse, Zombi 2, …E tu vivrai nel terrore!, L’aldilà e Quella villa accanto al cimitero, al cui stile visivo contribuisce decisamente. Indimenticabili i paesaggi infernali creati dalla sua luce per Paura nella città dei morti viventi, sempre di Fulci. Collabora come assistente operatore con Sergio Leone per Il buono, il brutto, il cattivo, al fianco di Tonino Delli Colli, e con Tonino Valerii, come direttore della fotografia seconda unità, per Il mio nome è Nessuno, al fianco di Armando Nannuzzi e Giuseppe Ruzzolini. Collabora anche con Ennio Guarnieri, al fianco del quale realizza, come operatore, Medea di Pier Paolo Pasolini.
Tra gli anni ’70 e gli ’80 realizza centinaia di Caroselli, territorio che ha sempre considerato un’occasione in cui mettersi in gioco. Negli anni ’90, dopo aver riaperto il filone dei cinepanettoni con Vacanze di Natale 90 e 91, è stato tra i primi a riscoprire la fiction televisiva con I ragazzi del muretto e Un prete tra noi.
In seguito collabora come docente con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e insegna alla scuola di cinema nazionale del Marocco.
I nostri pensieri vanno ai suoi cari, nella convinzione che la sua memoria rimarrà presente, come lo è stata l’influenza esercitata sulle nuove generazioni di autori della fotografia cinematografica.
