Sono passati ormai vent’anni da quando mi sono diplomato in Fotografia al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2004, tante cose sono cambiate nel mondo così come nel microcosmo dell’industria cinematografica. Si è passati da una realtà in qualche maniera in più lenta evoluzione con meno opzioni ma anche meno scelta, ad una con opzioni in continuo sviluppo e una scelta pressoché infinita. Quella digitale è stata una vera rivoluzione, che ha avuto un impatto epocale sul linguaggio e su tutta la tecnologia legata alla ripresa cinematografica. Detto ciò, la pellicola rimane un supporto importante come tante altre tecnologie che fanno ormai parte delle tante opzioni a nostra disposizione in questo momento storico. La rivoluzione digitale ha portato a camere di qualsiasi peso e dimensione, per tutti i tipi di ripresa e di progetto, con sensori e formati in continua evoluzione. Ha dato vita a nuovi sistemi di supporto e stabilizzazione, di ripresa aerea e subacquea. Ha offerto la capacità di vedere l’immagine nel momento in cui viene fotografata, con una chiarezza e fedeltà impensabile prima. Tutto questo ha permesso un maggiore accesso alla direzione della fotografia, facendo crescere l’interesse delle nuove generazioni che hanno sfruttato, insieme alla vecchie, i nuovi mezzi in maniera inedita, dando spunto a ulteriori evoluzioni. Tutti hanno oggi la possibilità di girare un film con una qualità accettabile anche con macchine minuscole, spesso fotografiche con capacità video, o con macchine da presa, non necessariamente top della gamma, o addirittura con uno smartphone, a un livello che un privato prima non avrebbe potuto raggiungere con le proprie risorse. Allo stesso tempo la qualità delle macchine da presa high end che usiamo nelle produzioni di oggi è sempre più strabiliante e le possibilità di manipolazione dell’immagine in post-produzione sono abbaglianti. Per non parlare dell’evoluzione dei corpi illuminanti, lo sviluppo e l’affermazione in tutte le industrie cinematografiche mondiali di LED, di lampade a batterie, la capacità di controllare decine di unità da un semplice tablet, di poterle animare e colorare di qualsivoglia colore in tempi ridottissimi, l’invenzione di decine di nuovi set di lenti sia primarie che zoom per qualsiasi palato, a qualsiasi apertura, i nuovi teatri virtuali, la combinazione di vecchie e nuove tecnologie… Potrei andare avanti per ore e mi dimenticherei sicuramente qualcosa. Tutto ciò, come accennavo, ha portato ad una evoluzione del linguaggio cinematografico. Si sono usati i nuovi mezzi in un modo creativo non necessariamente immaginato all’origine, inventando un modo inedito di descrivere ed illuminare una scena, inquadrare un attore, raccontare un umore, un’atmosfera. Ormai ogni settimana c’è qualcosa di nuovo, di curioso e di interessante che viene messo sul mercato della ripresa cinematografica arricchendo ulteriormente la scelta e dando nuove possibilità creative. Ogni giorno c’è qualcosa di interessante da vedere, un’idea creativa da scoprire, un talento da ammirare.
Stare al passo con così tanti aggiornamenti, a volte vere rivoluzioni tecnologiche, e soprattutto con l’utilizzo creativo che i direttori e le direttrici della fotografia ne fanno sul campo richiede allo studente, all’appassionato e al professionista di tenersi sempre informato. Non solo, in Italia si è sempre sofferta la penuria di una letteratura dedicata al mondo della fotografia cinematografica nazionale e internazionale, costringendoci per molti anni ad appoggiarci alla letteratura anglo-sassone e francese, spagnola e tedesca in minor misura, che ci hanno dato un’offerta più ampia e approfondita, oltre che attuale e formativa rispetto a quella che si poteva trovare da noi. A parte qualche pubblicazione su siti di produttori di materiale di ripresa o di fornitori, e qualche bella pubblicazione generalmente in retrospettiva, in Italia non abbiamo attualmente una vera e propria rivista sul tema, fatte salve le pubblicazioni di Edizioni Artdigiland e della rivista «Eki Magazine», che hanno una approccio più monografico, né abbiamo un sito da poter consultare, dedicato ad ogni aspetto del mondo della direzione della fotografia, gestito da professionisti del settore, dove aggiornarci su quello che sta succedendo nel nostro campo mese per mese, come accade in altri Paesi. Per anni ho avuto la possibilità di sapere tutto di come i colleghi stranieri approcciavano le riprese dei loro film, sviluppano il loro look, il linguaggio visivo dei loro film, si rapportavano al regista e gli altri collaboratori, quali mezzi usavano e via dicendo. Di rado invece ho avuto modo di sapere un granché dei colleghi italiani, a parte coloro ai quali ho avuto la fortuna di chiedere direttamente. Mi sono sempre chiesto come poter saperne di più, poiché francamente la nostra cinematografia merita di essere approfondita, in quanto ogni realtà nazionale ha le sue caratteristiche, i suoi protagonisti, i suoi budget, i suoi mezzi, i suoi tempi e le sua dinamiche. Avendo adesso così tanto a che fare con i colleghi e le colleghe del Collettivo Chiaroscuro ammetto di ammirare sempre di più la qualità e il talento che dimostrano film dopo film, ripresa dopo ripresa. Credo sia importante per tutti noi (e per chi ne vuole sapere di più), che esista una piattaforma dove condividere il nostro sapere e le nostre esperienze, dove ospitare i nostri collaboratori, dare spazio a progetti di valore che, per un motivo o per un , non ne hanno avuto, dove aprire un dialogo con l’esterno. Il sito web del Collettivo Chiaroscuro si propone di riempire questo vuoto, diventando il punto di riferimento per tutti coloro che vogliano informarsi e formarsi, non solo da un punto vista tecnico ma anche e soprattutto da un punto di vista artistico, cosi come personale e di categoria. Auspico che si creino con i nostri collaboratori e con i nostri sostenitori delle collaborazioni future per ulteriori approfondimenti, sezioni del sito e iniziative in presenza legate ad esso. La mia speranza è che in futuro questo sito diventi il portale di riferimento per la categoria e che quando un giovane, affacciandosi per la prima volta a questo mestiere, chiederà dove poter andare ad informarsi su un qualsiasi argomento legato alla fotografia cinematografica in Italia, la risposta sarà una ed unica: il sito di Collettivo Chiaroscuro.


