Facendo i nostri più vividi complimenti a Daria D’Antonio, ne ripercorriamo qui brevemente il percorso.
Daria nasce e cresce a Napoli. Da sempre appassionata di fotografia, inizia la sua carriera nel cinema da giovanissima, dopo una breve parentesi universitaria, come video assist e aiuto operatore. Dopo un breve apprendistato con i direttori della fotografia Pasquale Mari e Cesare Accetta, inizia una lunga collaborazione con Luca Bigazzi, prima come aiuto poi come operatrice di macchina. In quegli anni importantissimi per la sua formazione prende parte al lavoro di varie registe e registi tra cui Mario Martone, Antonio Capuano, Peter Del Monte, Francesca Archibugi, Francesca Comencini, Gianni Amelio, Silvio Soldini.
Il suo esordio come direttrice della fotografia avviene nel 2007 con Il passaggio della linea di Pietro Marcello. Ha firmato la luce, tra gli altri, dei film Hai paura del buio di Massimo Coppola, Slam tutto per una ragazza di Andrea Molaioli, I padroni di casa di Edoardo Gabbriellini, Il padre d’Italia di Fabio Mollo, La pelle dell’orso di Marco Segato, N-capace di Eleonora Danco, Ricordi? di Valerio Mieli, Tornare di Cristina Comencini, Flesh out di Michela Occhipinti, Il miracolo di Niccolò Ammanniti, Bang bang baby di Alaique, Ferri, Bonito, Super-sex di Rovere Mazzoleni e Carrozzini, È stata la mano di Dio e Parthenope di Paolo Sorrentino. È stata candidata quattro volte al Nastro d’Argento vincendolo nel 2022 con È stata la mano di Dio, tre volte ai David vincendolo una volta, nel 2022, sempre per È stata la mano di Dio, una volta candidata e due volte vincitrice del Globo d’oro per La pelle dell’orso e Ricordi? Nel 2024 ha vinto a Cannes il CST Award for Best Artist-Technician per la fotografia di Parthenope.
Recupera qui l’intervista, a cura di Eleonora Contessi, che Collettivo Chiaroscuro ha realizzato sul Parthenope.
Un’estate infinita di abissi e bellezza. Conversazione con Daria D’Antonio CCS su PARTHENOPE

