È stato presentato il 9 settembre, alla 41ª Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia, Halaa (The H@llow Man), opera prima del regista tunisino Kamel Laaridhi, con la fotografia di Amine Messadi CCS.
Il film, in concorso alla SIC, è ambientato in un futuro distopico nel quale un biochip impiantato nel corpo regola i ricordi e sopprime le emozioni, mentre l’ipnoterapia è stata proibita. Taha si rivolge clandestinamente a un ipnoterapeuta che, attraverso la poesia, restituisce ai suoi pazienti le emozioni negate. Durante una seduta, l’uomo attraversa una foresta e raggiunge una casa isolata, dove un uomo e due donne stanno preparando un attentato suicida. La donna incaricata di trasportare l’ordigno è incinta e Taha comprende progressivamente di trovarsi di fronte alle proprie origini e a un trauma rimosso.

Interpretato da Mohammed Hessine Grayaa, Nesrine Bani, Riadh Hamdi, Kamel Dridi e Sadok Aidani, Halaa (The H@llow Man) è una produzione tunisina della durata di 79 minuti.
La presenza di Amine Messadi a Venezia si estende anche al Venice Production Bridge. Il direttore della fotografia CCS ha infatti firmato le immagini di Eldorado, the Taste of the South (Eldorado, le goût du sud), secondo lungometraggio del regista marocchino Alaa Eddine Aljem, selezionato tra i sei progetti cinematografici in fase di lavorazione della quattordicesima edizione di Final Cut in Venice.

Il film segue un gruppo di migranti alla ricerca di Eldorado, una misteriosa isola utopica nella quale tutti vivrebbero in pace. Il loro viaggio li conduce invece in una fabbrica di beni destinati all’Europa. Coproduzione fra Marocco, Francia, Italia e Norvegia, il progetto ha ricevuto da Final Cut in Venice un contributo di 5.000 euro dell’Organisation Internationale de la Francophonie, destinato ai servizi di postproduzione.

