The Art of Italian Cinematography and Beyond

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Da ieri nelle sale PER IL MIO BENE di Mimmo Verdesca, cinematographer Federico Annicchiarico CCS

È in sala Per il mio bene di Mimmo Verdesca, alla direzione della fotografia Federico Annicchiarico CCS. Il film è scritto da Monica Zapelli, Pierpaolo De Mejo, Mimmo Verdesca, alla scenografia Stefano Maria Ortolani, al montaggio Alessio Doglione, ai costumi Lia Francesca Morandini, musica di Germano Mazzocchetti. Gli interpreti sono Barbora Bobulova, Marie-Christine Barrault, Stefania Sandrelli, Sara Ciocca, Leo Gullotta, Grazia Schiavo, Fabio Grossi, Gualtiero Burzi. Prodotto da Rodeo Drive e Rai Cinema, distribuito da 01 Distribution per l’Italia.

Per il mio bene Annicchiarico

In un momento delicato della sua vita, Giovanna (Barbora Bobulova) ha bisogno della sua madre biologica, la persona che l’ha abbandonata. Un trattato sulla maternità (My movies).

Federico Annicchiarico ci ha raccontato sulla fotografia del film: «La costruzione delle immagini di Per il mio bene è frutto di lunghissime chiacchierate con Mimmo Verdesca. I colori dei luoghi, ma soprattutto la coerenza con la sceneggiatura, hanno fatto il resto. Abbiamo scelto i posti in cui ambientare la storia cercando la verità e inquadrandola senza artifici. È capitato spessissimo di lavorare solo con la luce naturale e qualche riempimento, anche in interni, per esempio in “casa Anna”, che era un ambiente molto piccolo e dove per ogni parete c’era una finestra da sfruttare. Devo essere sincero: anche il potenziale della macchina da presa ha giocato un fattore abbastanza rilevante. Molte scene sono state girate con una sensibilità altissima, ma la Red Gemini a mio avviso è perfetta in questi casi perché arriva anche a 5000 iso senza problemi. Mi ha permesso di girare con la giusta luce e senza grandi ingombri in scena.

Per il mio bene Annicchiarico

Mimmo mi aveva suggerito di guardare un po’ di film, tra i quali 45 Years di Andrew Haigh, Monica e più in generale la filmografia di Andrea Pallaoro; Close di Lucas Dhont; Serre moi fort di Mathieu Amalric ed altri ancora, per farmi comprendere la sua idea di dilatazione del tempo all’interno delle scene, e l’uso della macchina da presa sempre in movimento ma in maniera impercettibile. Abbiamo lavorato in quella modalità, lasciando pieno spazio alla recitazione.

Per il mio bene Annicchiarico

C’è stata piena simbiosi con gli altri reparti artistici, come la scenografia curata da Stefano Ortolani, che ci ha fornito una palette interessantissima di colori sui quali ho potuto costruire luci ed ombre dell’intero film, e soprattutto la materia, la stratificazione e l’invecchiamento degli ambienti. Anche i costumi di Lia Morandini ci hanno permesso di trovare i giusti contrasti e soprattutto il mood dei personaggi nell’arco di tutta la storia.

Per il mio bene Annicchiarico

Ho sempre pensato che questo lavoro non si possa fare da soli, e per questo, negli anni, ho cercato di costruire una piccola ma fantastica squadra di collaboratori con i quali c’è una forte intesa, una grande fantasia e professionalità. Sono Francesco Argenziano (operatore alla macchina e Steadycam), Alessandro Salzillo (primo assistente operatore), Lorenzo Capra (DIT); Raffaele Bergavi (aiuto operatore), Cecilia Nobili (video control), Mauro Belli (gaffer) e tutta la sua squadra, Giordano Spadoni (key grip) e tutta la sua squadra. Ringrazio anche Angelo Francavilla (colorist) per la sua professionalità, la sua pazienza e la sua dedizione al lavoro, e tutto lo staff di Grande mela.

Federico Annicchiarico
Federico Annicchiarico sul set

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