Dopo la presentazione nell’ambito delle Giornate degli autori di Venezia 81, è in sala il film La scommessa – Una notte in corsia di Giovanni Dota, cinematographer Jacopo Caramella CCS. Interpreti Carlo Buccirosso, Lino Musella, Nando Paone, Iaia Forte, Yari Gugliucci, Vittorio Ciorcalo, Chiarastella Sorrentino, Clotilde Sabatino, Elvira Zingone, Biagio Manna, Nello Iorio, Antonio Friello. Il film è una produzione IIF, Rai Cinema. Dal 12 settembre al cinema distribuito da I Wonder Pictures.

NOTE DI REGIA – GIOVANNI DOTA
La scommessa – Una notte in corsia, oltre a essere un film ispirato alla nostra straordinaria tradizione di commedia, che Monicelli definì “tragedie che fanno ridere”, ha due caratteristiche che ne determinano la narrazione e la messa in scena: l’unità di tempo e quella di luogo. Tutto in una notte, tutto in un ospedale. Questa impostazione, apparentemente teatrale, ci ha permesso di avvalerci di un cast che, oltre alle evidenti capacità artistiche e comiche, fosse preparato, esperto e particolarmente attento a tali necessità. Lavorando in un ambiente protetto da imprevisti e fattori esterni, dunque, gli attori hanno avuto modo di provare e riprovare movimenti e battute, con molta precisione, sempre coordinati , come un corpo unico, e con la macchina da presa/occhio che procede nei corridoi labirintici dell’ospedale, senza mai sostituirsi, se non raramente, allo sguardo dei protagonisti, ma li scruta, distorti, senza pietà, per poi abbandonarli a loro stessi, come un Dio vigile ma inerte.

La scommessa – Una notte in corsia si concentra e punta il dito contro gli esseri umani, tutti, non salvando nessuno. Volevamo raccontare la storia di due persone con un lavoro ordinario, svogliate e senza stimoli, ma a contatto quotidiano con la morte, vero argomento ispiratore del film. Il mondo dell’ospedale ci è sembrato quindi il più funzionale e ci ha permesso di creare il tono e gli atteggiamenti più consoni alla black comedy che volevamo realizzare.
NOTE SULLA FOTOGRAFIA – JACOPO CARAMELLA

Il film racconta – in una notte di ferragosto in un ospedale di Napoli in evidente declino – la cinica scommessa di due infermieri che ne svela i lati oscuri, gli egoismi, i desideri residui di una vita in corsia. Una storia sospesa in un non tempo, sebbene ambientata ai giorni nostri, che suggeriva un’atmosfera ambigua e straniante, un look un po’ demodé. La palette colori sui toni pastello e la dominante calda della luce trovano un equilibrio tra la commedia e l’anima notturna del film, una sintesi estetica che intercetta la vena drammatica delfilm e il lato oscuro dei personaggi, sfruttando i sottotoni e le ombre anche nei momenti più grotteschi.
Il centro del film sono i personaggi e i loro confronti serrati. Per la natura degli spazi e l’esigenza di lasciare libertà all’interpretazione si è individuato un linguaggio a quadri, con movimenti di macchina composti e minimali, guardando all’ssenzialità di molta Commedia all’Italiana e restituendo quanto più possibile il tempo reale della recitazione.

L’illuminazione di base prevedeva numerosi practical tipici degli ambienti ospedalieri – plafoniere a soffitto, testaletti, lampade da scrivania, scialitiche ecc. , tutti appositamente sostituiti per poterli controllarle comodamente in combinazione, rendendo omogenei i grandi spazi – e top light molto filtrate di rinforzo per lasciare libero il set e gestire i contrasti. La tecnologia LED è stata decisiva per consentire questa flessibilità nei movimenti scenici e garantire una luce morbida, controllata, coerente nei contrasti; è stato possibile appendere molte fonti di luce – anche in ambienti scomodi da gestire per i macchinisti – permettendo di pianificare un setup unico per ogni scena, con aggiustamenti in tempo reale.

