È nato ad Albano Laziale (Roma), nel 1983. Si avvicina alla fotografia in modo molto personale. Nel 2001, a causa di un incidente d’auto, ha trascorso diversi mesi in convalescenza. In questo periodo si interessa alla filosofia e al cinema. In particolare artisti come Carmelo Bene, Gilles Deleuze, Francis Bacon contribuiscono alla sua formazione e al suo approccio estetico con il ”Real”. Dopo il liceo, ha frequentato la Facoltà di Letteratura e Filosofia con una specializzazione in Arti, Musica e Arti dello Spettacolo. Nel 2005 lo studio delle nuove tecniche di ripresa digitale lo ha portato alla professione di Digital Imaging Technician, agli albori del cinema digitale in Italia. Come Digital Imaging Technician collabora con diversi registi tra cui Giuseppe Tornatore, Bernardo Bertolucci e Paolo Genovese. Conduce un corso di Digital Imaging Technician presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2008 ha iniziato a lavorare come direttore della fotografia in cortometraggi come “Noir Designer” e “Paranormal Stories” ricevendo premi come il Photography Award al Villanova Film Festival e la menzione speciale per la fotografia al Bolognini Film Festival. Dal 2017 si è dedicato interamente alla cinematografia. Tra le opere commerciali, italiane e internazionali, ci sono Roger Vivier, Sky, Yamaha, Tim, Dolce&Gabbana, Virgin, Moleskine, Peugeot, Iliad, McDonald’s, Disaronno e molti altri. Il suo percorso narrativo continua attraverso cortometraggi e documentari; nel 2019 gira il suo primo film diretto da Umberto Carteni, prodotto da Rodeo Drive, Rai Cinema e 01 Distribuzione, e nel 2020 La svolta di Netflix Original. La sua attuale ricerca si concentra sulla rappresentazione dell’identità “reale” e presa dalla filosofia, dalla pittura e dal teatro. Nel suo lavoro Zarlenga sta dando vita ad atmosfere sospese, dove l’azione retorica dell’attore è decostruita da una luce che va oltre la forma.






