Il film Il mio posto è qui di Cristiano Bortone e Daniela Porto, alla direzione della fotografia Emilio M. Costa CCS, è in concorso per i nuovi talenti della fotografia cinematografica al Camerimage International Film Festival (16-23 novembre 2024). Siamo felici che il talento di Emilio Costa, che avevamo già apprezzato in Non riattaccare, sia stato prontamente notato all’estero nella più prestigiosa manifestazione dedicata alla cultura fotografica per il cinema.
Per l’uscita in sala del film Emilio M. Costa ci aveva raccontato: «REALTÀ e CRUDELTÀ: in un momento storico come quello postbellico erano le parole chiave sulle quali ho deciso di lavorare. Un’atmosfera cupa e decisa era ciò che serviva non solo per dipingere gli anni ’40 del sud Italia ma anche l’animo altrettanto cupo dei suoi personaggi. Il film è girato prevalentemente con macchina a mano. Ho combinato un’Alexa Mini con lenti Zeiss High Speed e Zeiss Standard Prime. Ho scelto queste serie di obiettivi sferici che non hanno distorsioni evidenti poiché l’immagine doveva essere percepita quanto più possibile come reale».
Il mio posto è qui ha vinto i premi per la Miglior Regia e Miglior Attrice Protagonista al BiFest.
Narra la storia dell’amicizia tra Marta (Ludovica Martino), una ragazza madre, e Lorenzo (Marco Leonardi), l’omosessuale locale, sacrestano, all’indomani della fine della Seconda Guerra mondiale, in un piccolo paese calabrese. La donna ha avuto un bimbo da un compaesano morto in guerra e ora per “sistemarla” viene promessa a un contadino vedovo, più vecchio di lei; l’uomo, invece, conosciuto come “l’organizzatore dei matrimoni”, ha vissuto a Milano e forse in momenti di pregiudizi forti, si è ritirato nel piccolo paese. Il legame con lui porta Marta a sfidare prevenzioni e a lottare per il proprio posto nel mondo come donna. Lorenzo la aiuta trovandole un posto da dattilografa, grazie al partito Comunista, alla vigilia delle elezioni della Costituente.
«Il fascino immediato di questo racconto di formazione ambientato nella Calabria del secondo dopoguerra sta nel costruire un sistema di rapporti dove, per una volta, la simpatia per una politica giusta d’opposizione, si sarebbe detto un tempo “dalle mani pulite”, non cede il passo alla prudenza e alla convenienza».
(Anton Giulio Mancino, Cineforum, 10 maggio 2024)

