Arriva nelle sale oggi, 5 giugno, Mani nude, il nuovo lavoro di Mauro Mancini, regista già apprezzato per Non odiare. Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il film porta sul grande schermo una storia di dura formazione fisica, ispirata all’omonimo romanzo di Paola Barbato che esplora il mondo sotterraneo dei combattimenti clandestini.

Protagonista è Davide (Francesco Gheghi), un ragazzo strappato alla sua quotidianità e catapultato in un sistema feroce che lo costringe a combattere per sopravvivere. A guidarlo in questo percorso di trasformazione è Minuto (Alessandro Gassmann), figura ambigua e ambivalente, metà allenatore e metà carceriere. Accanto a loro, un cast che include Fotinì Peluso, Renato Carpentieri, Paolo Madonna e Giordana Marengo.


La fotografia di Sandro Chessa CCS scolpisce corpi e ambienti con luce cruda, essenziale, in linea con la tensione narrativa che domina il film. Il montaggio di Gianluca Scarpa tiene alto il ritmo senza mai perdere di vista l’aspetto emotivo, mentre le scenografie di Stefano Giambanco e i costumi di Camilla Giuliani costruiscono un mondo chiuso, opprimente, da cui sembra impossibile uscire. La colonna sonora originale è firmata da Dardust.

Prodotto da Pepito Produzioni, Eagle Original Content, Movimento Film e Rai Cinema, Mani nude è sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione Calabria Film Commission, che ha accolto le riprese in diversi comuni del territorio, tra cui Cosenza, Soverato e Castiglione Cosentino. La distribuzione è affidata a Medusa Film.

Un corpo a corpo con la realtà, con i propri limiti, con la possibilità – sempre incerta – di ritrovare se stessi anche quando tutto sembra perduto.
SANDRO CHESSA CI HA RACCONTATO:
Già dalle prime righe la sceneggiatura evocava immagini potenti, colori primari, echi di ruggine e sangue. Siamo partiti dall’idea di un noir d’autore con toni cupi e colori disturbanti, acidi. Una luce cruda, violenta come le sfide che dovranno affrontare i protagonisti di questa storia. La influenze visive sono molteplici e disparate, Fincher, Gaspar Noé e Benoît Debie, Wong Kar-Wai e Christopher Doyle, Paris, Texas, Egon Schiele, Francis Bacon. La volontà di Mauro era di trasformare in personaggi le ambientazioni. Una scrupolosa ricerca, insieme allo scenografo Stefano Giambanco, ci ha portato fino alle rive del Mar Nero in Bulgaria e successivamente nell’entroterra calabro per cercare di creare un mondo inedito. Archeologie industriali, cave di sabbia, navi abbandonate vengono amplificate da grandangoli estremi, con l’intento di magnificarle o trasfigurarle. Sono di contro i volti dei protagonisti a diventare paesaggi, solcati da cicatrici e lacrime, dal tempo e dal dolore, indagati da macro e teleobiettivi.

