Comincia il 16 ottobre e prosegue fino al 27 la Festa del Cinema di Roma (qui il programma disponibile per il download). Sono 20 i direttori della fotografia CCS coinvolti con i loro lavori, tra cortometraggi, documentari, film e serie tv.
16 / 10
Comunque bene, di Beatrice Baldacci
(#Alicenellacittà, ONDE CORTE Panorama Italia | Concorso)
direttore della fotografia: Giorgio Giannoccaro
Auditorium Conciliazione, a partire dalle 18.30

Produzione: Lumen Films; Distributore: LightsOn Film. Il film racconta le difficoltà dei 29 anni, quando i primi capelli bianchi sono già spuntati ma non c’è ancora nessuna certezza di vita: lavori part-time, amori wast-time e una famiglia assente e disfunzionale. Ma una persona importante torna dopo 14 anni, chiedendo un incontro decisivo.
16 / 10
La Zima del Signor, di Alessandro Padovani
(#Alicenellacittà, ONDE CORTE Panorama Italia I Fuori Concorso)
direttore della fotografia: Lorenzo Pezzano
Auditorium Conciliazione, a partire dalle 18.30

Con Grazia Capraro, Thierry Toscan, Valerio Mazzuccato, Carla Camporese, Massimo Scola, è girato girato interamente in territorio bellunese e recitato in antico dialetto feltrin. Una leggenda vuole che esista un punto tra le montagne dove appare Dio. Maria vuole salvare sua sorella in fin di vita. Quando in osteria incontra Toni, che le racconta la storia della “Zima del Signor”, intravede una speranza. Assieme affronteranno un viaggio tra le montagne alla ricerca di Dio. Produzione: Haapar Film con il contributo di Nuovo IMAIE.
Racconta Lorenzo Pezzano: Abbiamo girato prevalentemente in locations immerse nella natura, tra boschi e sentieri di montagna. Servivano attrezzature affidabili e sapevo che la ARRI Alexa Mini non ci avrebbe lasciati a piedi. Per raccontare una storia “tra il realismo magico e il western”, citando le parole del regista Alessandro Padovani, abbiamo optato per il formato 1.33:1. Ci è sembrata la scelta migliore per composizioni che potessero valorizzare lo sviluppo verticale della montagna, protagonista della storia. Così come si è scelto di utilizzare un set di lenti vintage Zeiss Standard Primes T2.1, che apprezzo particolarmente per la resa sull’incarnato e per alcune “imperfezioni” che le rendono molto particolari.
17-18-19 / 10
Marko Polo, di Elisa Fuksas
(#Freestyle, docufiction)
direttore della fotografia: Emanuele Zarlenga
P 17/10 Sala Petrassi 17:00 €12 Pub Acc 17/10 Giulio Cesare – Sala 1 18:00 €10 Pub Acc
18/10 Giulio Cesare – Sala 1 9:30 Acc 19/10 Teatro Palladium 20:00 €10 Pub

Con Iaia Forte, Flavio Furno, Letizia Cesarini, Elisa Fuksas, Lavinia Fuksas. Cast completo Genere Docu-fiction – Italia, 2024. Indiana Production; Distribuzione Fandango. Quando la regista Elisa Fuksas apprende dell’improvvisa interruzione del film a cui stava lavorando, progettato per anni e incentrato sul suo percorso di conversione al cattolicesimo, tutto nella sua vita inizia a vacillare. Compresa la sua fede. Decide così d’intraprendere una crociera verso Medjugorje accompagnata da sua sorella, dalla sceneggiatrice e dall’attore protagonista del film fallito e… dalla Madonna.
Racconta Emanuele Zarlenga: La difficoltà di questo film era nella necessità di adattare un genere letterario, l’autofiction, al racconto per immagini, cercando di restare universali ma legati a una certa sincerità. È un film che si è costruito nel tempo, per accumulo di questioni e vita, che nasce dalla realtà e però se ne libera chiedendo alla sua rappresentazione di dare dignità ed “eternità”. Girarlo è stata un’impresa imprevedibile, a tratti spontanea, a tratti chirurgica. L’approccio alla cinematografia è stato spontaneo, imprevedibile, impensato come è la vita stessa.
17/10
Padre, di Michele Gallone
(#Alicenellacittà, ONDE CORTE Panorama Italia | Concorso)
direttore della fotografia: Lorenzo Casadio
Auditorium Conciliazione, dalle 22.30

Con Filippo Timi e Andrea Paradossi. Produzione Articolture di Bologna, grazie al contributo Creative Europe Media Slate allo sviluppo e il sostegno del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027 Umbria Film Fund 2022 della Regione Umbria, con il supporto tecnico dell’Umbria Film Commission. Con la produzione esecutiva umbra di Studio Lumière e dell’Ass. Mestieri del Cinema Umbri. Un mondo distopico in cui i sentimenti sono merce come qualunque altra. In questo contesto il padre di una bambina malata terminale decide di vendere l’amore che prova per sua figlia, per liberarsi dal dolore dovuto all’imminente perdita. Un altro uomo decide di farsene carico per devozione, ma anche per il bisogno personale di provare sentimenti sempre più forti.
Racconta Lorenzo Casadio: Con Michele ci siamo resi conto che da un lato andava costruita una realtà differente, un mondo dove una cosa per noi impossibile costituisce la normalità per chi lo abita, ma dall’altro doveva essere una realtà verosimile, in cui lo spettatore o la spettatrice potessero riconoscersi. La scelta di lavorare del bianco e nero è stata quasi immediata e ci ha permesso di accentuare un senso di atemporalità. Ci interessava il contrasto che poteva generare la sovrapposizione di due diversi immaginari visivi: da una parte elementi digitali di ultima generazione, dall’altra elementi quasi mistici. Lavorare l’immagine annullandone la componente cromatica ci ha aiutato a far dialogare questi elementi senza creare confusione, rumore o sbavature.
18-19-21 / 10
Arsa, di Masbedo
(#Freestyle, film)
direttore della fotografia: Gherardo Gossi
18/10 Maxxi 11:15 Press Acc P 18/10 Teatro Studio Gianni Borgna 17:00 €10 Pub Acc
19/10 Giulio Cesare – Sala 1 15:30 €10 Pub Acc 21/10 Giulio Cesare – Sala 7 9:30 Acc

Con Gala Zohar Martinucci, Jacopo Olmo Antinori, Giovanni Cannata, Tommaso Ragno, Lino Musella, Luca Chikovani, Michele Sinisi, Giovanni Cannata, Maziar Firouzi, Matilde Schiaretta. Produzione Eolo Film Productions, Alcion, Rai Cinema. Una favola contemporanea con protagonista una ragazza selvaggia alla scoperta di se stessa, ambientata per lo più in un area isolata dell’isola di Stromboli, coprotagonista del film. La regia è del duo di video artisti Masbedo,
Gherardo Gossi racconta: il film è stato girato con 2 Alexa mini LF con obbiettivi Leitz prime Large format + 2 zoom Angenieux con un aspect ratio di 1/2,48, in circa 10 settimane di ripresa. Nella ricerca di un equilibrio tra la luce naturale e un minimo inserimento di luce artificiale, ho costruito l’immagine del film.
18 /10
Il mio compleanno, di Christian Filippi
(#Alicenellacittà Panorama Italia, Concorso, film)
direttore della fotografia: Matteo Vielle Rivara
Auditorium Conciliazione 22:30 € 12 Pub Acc

Con Zackari Delmas, Silvia D’Amico, Giulia Galassi, Simone Liberati, Federico Pacifici, Nicolò Medori, Carlo De Ruggieri. Produzione: Schicchera Production (Leonardo Baraldi) in associazione con Media Flow. Riccardino sta per compiere 18 anni nella casa famiglia in cui vive. Da quattro anni è stato separato dalla madre, una donna con forti disturbi di personalità. Nonostante la premurosa e attenda guida della sua educatrice, che desidera per lui un futuro al sicuro nella casa famiglia, Riccardino decide di scappare per raggiungere sua madre e vivere con lei. Come scrive il regista, Riccardino è l’ultimo baluardo di una Roma scomparsa, e della sua gente: affamato, primitivo, astuto e sempre un passo avanti. Riccardino, però, è anche fragile: le sue speranze si sono rivelate false ed è pervaso da un profondo senso di ingiustizia. È qui che la sua vitalità si trasforma in rabbia.
Racconta Matteo Vielle Rivara: il budget era limitato limitato ma la storia era potente e gli attori straordinari. Sul set si è creata un’atmosfera straordinaria. Tutti noi eravamo nel posto esatto in cui volevamo essere, partecipi di un’opera in cui tutti credevamo, e tutti abbiamo dato il massimo e abbiamo lavorato con passione.
18 / 10
Mike, di Giuseppe Bonito
(#Alicenellacittà, Panorama Italia, Proiezioni speciali, serie)
direttore della fotografia: Alfredo Betrò
Teatro Olimpico 21:00 €15 Pub Acc

Miniserie in due puntate per Rai Fiction, interpretata da Elia Nuzzolo e Claudio Gioé, rispettivamente nei panni del giovane e del maturo Mike Bongiorno. Strutturato in flashback che, a partire dal 1971 (l’anno dei Rischiatutto), ricostruiscono all’indietro la vita del presentatore, dall’infanzia newyorkese alla guerra vissuta in Italia ai successivi sviluppi della sua carriera, il racconto approfondisce gli aspetti meno noti del suo carattere e della sua vita privata.
Ci ha raccontato Alfredo Betrò: Per realizzare la parte ambientata negli studi televisivi ho studiato attentamente gli schemi di illuminazione dell’epoca, prevalentemente luce puntiforme a struttura classica: taglio-diffusa-controluce. All’epoca la luce di riempimento era fatta con proiettori prevalentemente posizionati in asse con la macchina da presa. Uno studio televisivo aveva moltissimi punti luce e quindi era difficile controllare le ombre multiple, cosa per la quale in cinematografia si sta sempre molto attenti. Ho quindi usato proiettori al tungsteno con lente di Fresnel diretti, con una leggerissima diffusione, per luci di taglio e controluce. Per la luce di riempimento, proprio per evitare le ombre multiple, ho adoperato delle fonti più moderne ma sempre con lampade al tungsteno, tipo Chimera Pancake. Sulle fonti c’è stato un lungo dialogo preparatorio con il capo elettricista Paolo Bolognini, partendo sempre dal concetto di verosimiglianza storica, e tenendo naturalmente conto dei tempi di preparazione a nostra disposizione.
19-20-21 / 10
Eterno visionario, di Michele Placido
(#Grand public, film)
direttore della fotografia: Michele D’Attanasio
19/10 Sala Petrassi 11:00 Press Acc P 19/10 Sala Petrassi 21:30 €12 Pub Acc
20/10 Giulio Cesare – sala 3 17:00 €10 Pub Acc 21/10 Giulio Cesare – sala 3 10:00 Acc

In treno verso Stoccolma, dove riceverà il premio Nobel per la letteratura, Luigi Pirandello rivive il fascino e la magia dei personaggi che hanno popolato la sua vita e ispirato la sua arte. Davanti al suo sguardo passano i fantasmi di un’intera esistenza: la follia della moglie; il burrascoso legame con i figl; il controverso rapporto con il fascismo; lo scandalo del suo teatro, sovversivo e troppo moderno per il perbenismo borghese; il sogno di un amore assoluto per Marta Abba, la giovane attrice eletta a sua musa ispiratrice in un’inestricabile compenetrazione fra arte e vita.
19 / 10
Luce, di Silvia Luzi e Luca Bellino
(#Alicenellacittà Fuori concorso, film)
direttore della fotografia: Jacopo Caramella
Auditorium Conciliazione18:30 €12 Pub Acc

Una ragazza alla ricerca di un padre. Le sue giornate trascorrono tra il duro lavoro in una conceria e le sere a casa, con un gatto. Cerca di entrare in contatto con il padre, assente da tanti anni, facendo recapitare in carcere un microcellulare. Si ritrova a comunicare con una voce sconosciuta, sospesa tra l’esigenza di un padre e la necessità di emanciparsi da quel legame doloroso, forse impossibile.
Racconta Jacopo Caramella: La fotografia parte da un’impostazione realistica, ma assorbe man mano le istanze oniriche e fantasmatiche di questo rapporto telefonico, accentuando la percezione dei luoghi attraverso il buio e il colore – i blu della fabbrica, i toni caldi in casa. La scelta delle lenti va in questa direzione: le Zeiss T 1.3 Blu Uncoated hanno una definizione incisa di partenza, ma a diaframmi aperti hanno molte aberrazioni e durante le lunghe camminate, quando incontrano una fonte di luce, velano l’immagine dando un senso di imperfezione, casualità e immediatezza – rendendo l’immagine sempre provvisoria. Il film integra nella finzione narrativa uno sguardo più documentario, soprattutto nell’approccio, come nella rappresentazione della fabbrica, dove si è girato durante i turni di lavoro, con le operaie interpreti di se stesse.
21-23 / 10
Aspettando Re Lear, Alessandro Preziosi
(#Freestyle Arts, documentario)
direttrice della fotografia: Maura Morales Bergmann
P 21/10 Maxxi 18:30 €12 Pub Acc 23/10 Maxxi 14:00 €10 Pub Acc

Un film nel film, o meglio in uno spettacolo teatrale. Un alternarsi di livelli e di punti di vista diversi. C’è lo spettacolo teatrale visto dal pubblico, c’è lo spettacolo ripreso dal palco, c’è lo spettacolo ripreso da dietro le quinte e parti dello spettacolo riambientate a Venezia.
Racconta Maura Morales Bergmann: Una troupe leggera, due macchine Sony per lo spettacolo ripreso con gli zoom. Una steady operata dal bravissimo Lorenzo Pezzano CCS, al quale mi divertivo a cambiare inquadratura con il comando zoom. Uno zoom che aiutava lo straniamento dei personaggi. Un prisma davanti le lenti e sguardi in macchina. Luci al led e a batteria nella Venezia notturna. Macchina a mano nei momenti di tensione e per il punto di vista dietro le quinte. Insomma un’orchestra di elementi visivi e sonori che credo racconti bene lo spettacolo e i suoi significati.
21-22 / 10
Miss Fallaci, Luca Ribuoli, Giacomo Martelli, Alessandra Gonnella
(#Freestyle, serie, in concorso)
direttori della fotografia: Stefano Palombi CCS e Ivan Casalgrandi
21/10 Teatro Studio Gianni Borgna 9:00 Press Acc P 21/10 Sala Sinopoli 19:00 €26 Pub Acc
22/10 Teatro Olimpico 12:00 €10 Pub Acc

Nella seconda metà degli anni ’50, una giovane donna italiana, una ragazza non ancora trentenne, sfida l’universo al 100% maschile del giornalismo ostinandosi a tentare di uscire dagli argomenti moda e gossip riservato alle signore redattrici o inviate: Oriana Fallaci, scrittrice e giornalista divenuta poi celebre in tutto il mondo, lavora per «L’Europeo», fa la cronaca romana della dolce vita e trasforma il viaggio da inviata negli Stati Uniti nell’occasione per mettere a punto ritratti di personalità eccezionali. Prodotto da Minerva Pictures, Paramount+ e Redstring
Ci racconta Stefano Palombi: Miss Fallaci è stato un “viaggio fotografico” estremamente stimolante che ho avuto la fortuna di condividere con Ivan Casalgrandi. Abbiamo ripercorso la vita di Oriana, dalla guerra vissuta in adolescenza, fino alla fine degli anni cinquanta nel pieno della sua affermazione professionale. Un arco temporale ed emotivo, raccontato da tre diversi registi (Luca Ribuoli, Giacomo Martelli e Alessandra Gonnella), che ha richiesto un enorme sforzo di ricostruzione scenografica (Paolo Bonfini) e fotografica. New York, Firenze, Londra, Milano, hanno preso vita nei teatri di posa di Boyana a Sofia e della De Paolis a Roma. L’obiettivo fotografico è stato principalmente quello di ottenere un alto livello di realismo e di coerenza storica e nello stesso tempo soddisfare la necessità di raccontare l’emotività di un personaggio così complesso e articolato come quello di Oriana
Fallaci. La serie è girata in ALEXA LF con lenti Canon K35/FD frame line 2.39 (opengate 4.5K)
23 / 10
Mani nude, di Mauro Mancini
(#GranPublic, film)
direttore della fotografia: Sandro Chessa
23/10 Sala Petrassi 10:45 Press Acc P 23/10 Sala Sinopoli 21:30 €15 Pub Acc
25/10 Teatro Olimpico 15:30 €10 Pub Acc

Con Alessandro Gassmann, Francesco Gheghi, Fotinì Peluso, Renato Carpentieri, Paolo Madonna, Giordana Marengo. Produzione Eagle Original Content, Pepito Produzioni, Movimento Film, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Fondazione Calabria Film Commission. Distribuzione Eagle Pictures. Davide, un ragazzo di buona famiglia, viene rapito e finisce prigioniero di una misteriosa organizzazione che lo costringe a lottare, a mani nude, in combattimenti clandestini estremi, che si possono concludere in un solo modo: con la morte di uno dei due sfidanti. Il secondo film di Mauro Mancini, tratto dal romanzo omonimo di Paola Barbato, si fa carico di indagare sull’origine della violenza, sulla vera natura dell’Uomo.
Ci ha raccontato Sandro Chessa: Già dalle prime righe la sceneggiatura evocava immagini potenti, colori primari, echi di ruggine e sangue. Siamo partiti dall’idea di un noir d’autore con toni cupi e colori disturbanti, acidi. Una luce cruda, violenta come le sfide che dovranno affrontare i protagonisti di questa storia. La influenze visive sono molteplici e disparate, Fincher, Gaspar Noé e Benoît Debie, Wong Kar-Wai e Christopher Doyle, Paris, Texas, Egon Schiele, Francis Bacon. La volontà di Mauro era di trasformare in personaggi le ambientazioni. Una scrupolosa ricerca insieme allo scenografo Stefano Giambanco, ci ha portato fino alle rive del Mar Nero in Bulgaria e successivamente nell’entroterra calabro per cercare di creare un mondo inedito. Archeologie industriali, cave di sabbia, navi abbandonate vengono amplificate da grandangoli estremi, con l’intento di magnificarle o trasfigurarle. Sono di contro i volti dei protagonisti a diventare paesaggi umani, solcati da cicatrici e lacrime, dal tempo e dal dolore, indagati da macro e teleobiettivi.
23 -24 / 10
La legge di Lidia Poët 2, di Letizia Lamartire, Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa
(#Alicenella citta, Panorama italia, proiezioni speciali, serie)
direttore della fotografia: Francesco Scazzosi
23/10 Adriano sala 3 22:00 Press Acc 24/10 Auditorium Conciliazione 20:30 € 12 Pub Acc

Prodotta da Matteo Rovere, e creata da Guido Iuculano e Davide Orsini. In uscita su Netflix il 30 ottobre. Con Matilda De Angelis, Eduardo Scarpetta (II), Pierluigi Pasino, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill. A Lidia non è permesso di fare l’avvocato per una legge scritta dagli uomini. Perciò Lidia vuole cambiare la legge. Mentre continua a collaborare con il fratello Enrico, affrontando nuovi casi e battendosi per i diritti delle donne, vuole convincerlo a candidarsi in Parlamento per far sì che la sua legge trovi finalmente voce. Lidia ha chiuso completamente con l’amore, tanto più con Jacopo, responsabile di aver venduto la villa di famiglia e in rotta di collisione con tutti i Poët…
Francesco Scazzosi ci ha raccontato: E’ stato fin da subito chiaro che bisognava rimanere all’interno del look che aveva preso forma durante la prima stagione, ma era altresì importante farlo evolvere verso delle nuances più glamour, avvolgenti, cremose e pittoriche. Mi sono divertito molto a studiare la pittura di quell’epoca: in modo particolare Boldini, Corcos, Zandomenighi, De Nittis. Ho riscoperto come la pittura di fine ‘800, nelle sue declinazioni meno decadenti, ci può regalare anche una visione del mondo calda, luminosa, vellutata ed accogliente. Sono questi gli elementi principali attorno ai quali è stato implementato il look della seconda stagione (assecondando le idee dei registi e della direzione creativa del progetto); look che ha voluto favorire anche gli elementi più Comedy della serie. In fase di ripresa una delle tante sfide quotidiane è stata quella di adattare lo stile di illuminazione all’alternanza delle numerose location riducendo al minimo le fonti luminose per concentrarsi piuttosto sulla precisione, sulla direzione e sulla qualità della luce. Lavorare per sottrazione mi è sembrato poter essere la strada vincente per conferire un estetica sofisticata alla serie, ma allo stesso tempo facilitare il più possibile il fluire dello story-telling.
24 e 26 / 10
Nottefonda, di Giuseppe Miale Di Mauro
(#Freestyle, film, in concorso per la Miglior Opera prima)
direttore della fotografia: Michele D’Attanasio
24/10 Sala Petrassi 11:00 Press Acc P 24/10 Sala Petrassi 21:15 €12 Pub Acc
26/10 Giulio Cesare – Sala 1 18:30 €10 Pub Acc

Con Francesco Di Leva, Mario Di Leva, Adriano Pantaleo, Valeria Colombo, Giuseppe Gaudino (II), Dora Romano, Chiara Celotto. Ciro è un uomo allo sbando dopo la perdita della moglie. Vuole trovare chi l’ha investita e uccisa sulla strada di notte. Ogni notte. In questa ricerca ha perduto se stesso, il senso del tempo e la possibilità di far vivere una vita normale al figlio Luigi, tredicenne, un ragazzino costretto a crescere in fretta per trattenere il padre dalla discesa negli inferi.
24 e 27 / 10
Il ragazzo dai pantaloni rosa, di Margherita Ferri
(#Gran Public, film)
direttrice della fotografia: Martina Cocco
P 24/10 Sala Sinopoli 11:30 €7 Scuole Press 24/10 Sala Sinopoli 21:30 €20 Pub Acc
27/10 Giulio Cesare – Sala 1 18:00 €10 Pub Acc

Uno dei primi casi riconosciuti di cyberbullismo: quello di Andrea Spezzacatena, spinto a compiere un gesto irreparabile dalle canzonature dei compagni su Facebook. La vicenda fu scatenata da un paio di pantaloni la cui stoffa scolorita dal lavaggio aveva assunto una colorazione rosa: Andrea decise d’indossarli egualmente in barba alle possibili reazioni di chi è ancora prigioniero di fragili stereotipi.
Ci ha raccontato Martina Cocco: Lavorare con la regista Margherita Ferri a questo film è stato un grande privilegio. Era importante per noi stabilire un clima di rispetto e di allegria sul set, per i giovani attori, per la delicatezza del tema trattato, in memoria di Andrea Spezzacatena. Le mie squadre di macchina da presa, elettricisti e macchinisti sono sempre stati miei alleati, sia sul piano lavorativo che su quello emotivo. Ho scelto di lavorare con due ALEXA 35 e ottiche Tokina. Volevamo ottenere un look morbido e avvolgente, e concentrarci sul mondo Andrea.
25 / 10
L’origine del mondo, di Rossella Inglese
(#Alicenellacittà, film, PANORAMA ITALIA Concorso)
direttore della fotografia: Andrea Benjamin Manenti
P 25/10 Auditorium Conciliazione 21:30 € 12 Pub Acc

Eva ha 19 anni e vive in un piccolo paese. Una sera causa un incidente nel quale perde la vita una donna. Terrorizzata fugge via e nessuno viene a conoscenza delle dinamiche dell’incidente, neanche Bruno, un uomo francese di 45 anni, marito della vittima. Travolta dal senso di colpa, Eva inizia a frequentare Bruno nascondendogli la sua vera identità, in una relazione che li porterà a liberarsi della loro sofferenza.
Ci ha raccontato Andrea Benjamin Manenti: Per la ricerca visiva de L’origine del mondo la prima sfida è stata quella di trovare degli ambienti che restituissero l’atmosfera emotiva dei personaggi. In quella geografia del luogo volevo dare modo agli attori di interagire liberamente, “senza limiti di campo”. Ho lavorato prevalentemente con la luce naturale, chiedendomi, ogni volta che posizionavo un corpo illuminante, se fosse strettamente necessario. E’ stato importante osservare e prendere nota di come la luce comunica con lo spazio, cercando quindi con i miei collaboratori delle soluzioni creative per gestire al meglio la luce disponibile. Ci siamo approcciati alla luce cercando di “togliere”, lavorando soprattutto per sottrazione.
25 /10
The Bad Guy, di Giuseppe G. Stasi
(#Alicenellacittà, PANORAMA ITALIA Proiezioni Speciali, serie)
direttore della fotografia: Gogò Bianchi
25/10 Auditorium Sala Sinopoli 11:30 Press Acc P 25/10 Auditorium Conciliazione 19:00 € 12 Pub Acc

Può la commedia essere portatrice di verità scomode? I protagonisti di The Bad Guy si muovono in un mondo futuribile, ma molto vicino alla realtà. I registi della serie cercano, attraverso la black comedy, di addentrarsi nel grande mistero che avvolge il patto segreto tra Stato e mafia, dove bene e male si mescolano, si confondono, addirittura spesso i ruoli si invertono.
Ci ha raccontato Gogò Bianchi: La fotografia della serie nasce dalla necessità di mettersi al servizio del buio, del nascosto, senza voler per questo diventare ostica, ma anzi accettando di ricreare, attraverso il colore e la deformazione delle lenti anamorfiche Hawk V-lite, un mondo dove farsa e dramma si alternano. Si ride ma si cerca anche di far riflettere, di raccontare ipatti segreti avvenuti dentro i palazzi del potere o in casolari abbandonati. Quello che amo follemente di questa serie è che i fatti accadono… non vengono solo narrati. Grazie anche alla possibilità di lavorare su rapporti di luce bassissimi offerti da macchine da presa come l’Alexa 35, ho potuto divertirmi ad affrontare dei bellissimi rebus, come per esempio un inseguimento notturno di due automobili a fari spenti in piena campagna o uno scambio di ostaggi sempre di notte, in mezzo al mare…
25-26-27 / 10
Storia di una notte, di Paolo Costella (#Gran Public, film)
direttore della fotografia: Fabrizio Lucci
25/10 Giulio Cesare – sala 7 21:00 Press Acc P 26/10 Sala Petrassi 20:30 €12 Pub Acc
27/10 Giulio Cesare – sala 1 11:00 Acc 27/10 Giulio Cesare – sala 3 16:30 €10 Pub Acc

Con Anna Foglietta e Giuseppe Battiston prodotto da Attilio De Razza per la Tramp Ltd Production. L’inverno non è solo una delle quattro stagioni astronomiche ma anche un luogo dell’anima: lo mostra la sceneggiatura che Paolo Costella ha scritto con Tania Pedroni, dove il freddo e il silenzio diventano metafore del dolore e della perdita. Tratto dal romanzo Nelle migliori famiglie di Angelo Mellone, un delicato intreccio di emozioni che diventa una riflessione sul lutto e sulla necessità di rialzarsi.
Ci ha raccontato Fabrizio Lucci: Quando il regista e amico Paolo Costella cominciò a parlarmi di questo progetto da girare in alta montagna, con gran parte delle riprese da effettuarsi di notte, la prima cosa che ci chiedemmo fu se fosse il caso di rischiare la temutissima day for night, comunemente detta “notte americana“. Ci siamo chiesti se sarebbe stato giusto o fuorviante per il patto con lo spettatore, ma ci abbiamo messo poco a prendere la decisione finale. Troppe erano le condizioni a favore della notte americana, tra le quali la rigidità delle temperature invernali che avrebbero complicato non poco, qualora si fosse girato di notte, il lavoro del cast sia artistico che tecnico. Abbiamo optato per girare non solo di giorno, ma addirittura sfruttando le ore centrali e più calde (è un eufemismo) in modo da scambiare il sole per la luna. Per quanto riguarda l’immagine, inoltre, il regista voleva ottenere un effetto lunare, per valorizzare al massimo il bianco della neve. Un’altra decisione presa è stata quella di girare nel formato che io preferisco, il fantastico anamorfico delle Hawk V LITE Vantage. Se siamo riusciti nei nostri intenti lo scopriremo alla Festa di Roma!
26 /10
Squali, di Alberto Rizzi
(#Alicenellacittà PANORAMA ITALIA Fuori Concorso, film)
direttore della fotografia: Michele Brandstetter
26/10 Adriano sala 3 20:30 € 12 Pub Acc

Liberamente ispirato a “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskij, il film è ambientato sui Monti Lessini nelle Prealpi italiane ai giorni nostri. Una moderna tragedia greca, un western veneto, nell’estremo Nord-est italiano. Per una serie di sventure i tre fratellastri e la sorellastra Camaso si ritrovano da adulti a tornare nella casa del vecchio padre, Leone Camaso (interpretato da Mirko Artuso), un omuncolo, ladro e ingannatore. Produzione: Magenta Film.
Ci ha raccontato Michele Brandstetter: Creare le immagini di Squali è stata una bellissima sfida: un film ispirato ai Fratelli Karamazov, totalmente indipendente, con budget da autoproduzione e location talvolta molto difficili da raggiungere . Volevo una resa pittorica e non troppo realistica delle immagini per esaltare l’ottimo lavoro di ricerca location e casting e trasportare lo spettatore in una Lessinia senza tempo e più ruvida di quanto non sia in realtà. Ho preparato una LUT ad hoc (partendo da una LUT di stampa Fuji) e ho scelto delle ottiche anamorfiche dal carattere importante (P+S Evolution), associate alla sempre affidabile ARRI Alexa Mini. La palette cromatica è molto compressa, con toni piuttosto freddi e contaminazioni verdi nelle alte luci nella casa della famiglia Camaso, a raccontare un mondo inospitale e disarmonico. Il regista Alberto Rizzi ha forti radici nel teatro e da qui la scelta di limitare il découpage e di girare inquadrature anche molto lunghe, la cui dinamica è data dai movimenti degli attori e da quelli della macchina da presa (sempre su carrello o treppiede).
