The Art of Italian Cinematography and Beyond

The Art of Italian Cinematography and Beyond

Giuseppe Riccobene

La formazione di Giuseppe Riccobene inizia nel 1996 con un corso come operatore di macchina, montaggio e regia. Muove i primi passi nel mondo dei servizi di moda per poi approdare alle news, seguendo gli inviati di guerra nel conflitto dei Balcani e la politica estera in giro per il mondo. Lo spirito di adattamento lo porta ad affiancare numerosi documentaristi in location estreme e remote: dal Circolo Polare Artico a Cuba, attraverso varie regioni dell’Africa. Viene chiamato a coprire eventi sportivi di rilievo come la Superbike e il Ferrari Challenge, e partecipa a produzioni Rai legate alla Lotteria Italia, al Festival di Sanremo e ad altri grandi eventi.

Nel 2000 diventa proprietario di attrezzature Steadicam. L’anno successivo inizia a frequentare i set cinematografici, dapprima come operatore alla B-cam/Steadicam, poi come operatore alla Acam/Steadicam. Dopo diverse esperienze come DoP di seconda unità, nel 2016 firma la sua prima direzione della fotografia con il film Il banchiere anarchico di Giulio Base, presentato alla 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, vincitore del Premio Persefone e selezionato per i Golden Globe 2020. Sempre con Base, seguono Il maledetto (2022), distribuito su RaiPlay, e i film per il cinema Albatross e Il Vangelo di Giuda, usciti rispettivamente nel 2025 e nel 2026.

Nello stesso periodo avvia nuove collaborazioni con il regista Beniamino Catena e nel 2025 gira L’insabbiato, opera prima di Rosario Petix. Sul fronte delle produzioni televisive, firma le seconde unità di serie TV per Rai 1, tra cui Doc — Nelle tue mani, vincitore dei Nastri d’Argento 2022 come miglior serie TV dramedy. Nel 2024 porta la sua firma sul film TV Margherita delle stelle, diretto da Giulio Base e interpretato da Cristiana Capotondi, che ottiene importanti riconoscimenti e candidature e successo di critica e pubblico.

Il suo sguardo non si limita ai confini italiani: ha lavorato in Medio Oriente, con una produzione girata a Riyad, e ha seguito un documentario nel sud del Marocco, esperienze che arricchiscono ulteriormente una carriera che si è misurata da sempre con contesti e culture differenti. Nel corso della sua vita professionale ha avuto l’opportunità di collaborare con registi del calibro di Liliana Cavani, Carlo Lizzani, Rita Wertmüller, Marco Risi.