Stabat Mater, firmato da Nazareno Manuel Nicoletti, sarà il momento clou della serata inaugurale del nuovo Festival Internazionale del Cinema di Pompei, in programma al MaxiMall Pompeii dal 3 all’8 giugno. Martedì 3, alle 18.00, il film verrà proiettato fuori concorso nella Sala 7 del Nexus Cinema: in sala sono attesi il regista e tutto il cast, introdotti sul palco dopo il red carpet pomeridiano. L’anteprima campana apre ufficialmente la rassegna diretta da Enrico Vanzina e presieduta da Annarita Borelli. Dopo la cerimonia inaugurale – prevista alle 17.00 – Stabat Mater chiuderà la prima giornata del festival.
Con questo esordio nel lungometraggio di finzione, Nicoletti – già noto per i suoi documentari di denuncia sociale – si misura con un racconto intimo che intreccia il tema della maternità negata con un ritratto dolente della provincia meridionale. Il regista adotta, come sottolineano le note di produzione, “uno sguardo realistico, ma venato di poesia”, confermato dalla fotografia ruvida e naturale che caratterizza l’intero film. Il film racconta la storia di Clara, diventata madre a vent’anni e da allora in lotta con un ruolo che sente estraneo. Fra turni estenuanti in locali notturni e la scelta estrema di abbandonare figlia e compagno, la protagonista verrà richiamata alle proprie responsabilità dieci anni più tardi, quando la piccola Amanda si ammala.
«Stabat Mater è stato realizzato con una ARRI ALEXA Mini combinata con lenti anamorfiche Cooke. Molte delle riprese sono in macchina a mano perché volevamo seguire da vicino i personaggi. Gli attori si muovono liberamente negli ambienti, tessendo piani sequenza intrecciati tra loro. I movimenti di macchina scandiscono il ritmo e cercano momenti di estrema intimità. La luce e i colori si differenziano notevolmente tra giorno e notte, a incorniciare il graduale declino della vita della protagonista, e descrivere il suo conflitto interiore nel confrontarsi con la maternità e il quotidiano di una vita da cui fugge. Mentre nei diurni ho cercato di seguire il realismo delle ambientazioni assecondando un’atmosfera dettata dalla luce naturale, nei notturni i colori prendono vita e si saturano volgendo ad un’ atmosfere più pop. Nelle notti i neri dei contrasti si fanno profondi e definiscono l’aspetto grafico delle immagini, che prevale rispetto a una visione descrittiva degli spazi, come a suggerire il punto di vista della protagonista ed entrare nei suoi pensieri».
















