[Il viaggio della Vespucci] è un progetto che ha generato un vero e proprio fenomeno di costume, con una eco mediatica di oltre 38 mila pubblicazioni
tra quotidiani,siti, tv, radio e agenzie nazionali e internazionali, un miliardo e 300 mila visualizzazioni sui canali social e oltre 120 milioni di interazioni.
Andrea Fagioli, «Avvenire», 18 aprile 2026
L’Amerigo Vespucci, il veliero simbolo della tradizione marinara italiana noto come “la nave più bella del mondo”, nel luglio del 2023 è salpata da Los Angeles toccando poi Tokyo, Darwin in Australia, Singapore, Mumbai, Abu Dhabi, Doha, Jeddah e, per la prima volta, Capo Horn, in un viaggio durato due anni. Questa storica impresa diventa memoria grazie al documentario in quattro episodi Vespucci – Il viaggio più lungo, diretto da Flavio Maspes, narrato da Luca Ward e musicato da Nicola Piovani, prodotto da Palomar in collaborazione con la Marina Militare Italiana e RAI. Alla fotografia Tommaso Lusena de Sarmiento CCS e Fabio Paolucci. La prima puntata è andata in onda su Rai 3 il 17 aprile, e la seconda seguirà il 24. Disponibile su Rai play.


L’impresa, vissuta in prima persona da uomini e donne dell’equipaggio sotto la guida del capitano di vascello Giuseppe Lai, è un percorso fatto di relazioni, apprendimento e responsabilità, in cui disciplina e spirito di collaborazione si intrecciano con un forte coinvolgimento emotivo. Attraverso il racconto dei marinai, lo spettatore accede alla quotidianità della vita a bordo, osservando da vicino le dinamiche del lavoro di squadra e la capacità di affrontare e superare le difficoltà. Un ritratto della Marina che si apre al pubblico, trasformandosi in esperienza condivisa. Il viaggio, lungo e impegnativo, da una parte attraversa luoghi lontani e mette in contatto con culture diverse, dall’altra è occasione costante per approfondire il rapporto con il mare e con gli oceani.

CI HA RACCONTATO TOMMASO LUSENA DE SARMIENTO:
«Curare la fotografia delle riprese a bordo della nave Vespucci, per la serie Vespucci – Il viaggio più lungo, è stato molto più di un “lavoro”: è stato un ritorno profondo a qualcosa che mi appartiene da sempre. Io viaggio in barca da quando ho cinque anni, e il mare non è mai stato solo uno sfondo, ma una presenza viva, un interlocutore silenzioso e potente, ne sono dipendente, tanto che anche la mia casa di produzione, Argo Film, è nata da una suggestione nautica, definendosi un “avviso ai naviganti”. Durante questo progetto ho inseguito costantemente la luce naturale, lasciandomi guidare dai suoi cambiamenti, dai riflessi sull’acqua, dalle variazioni impercettibili che trasformano ogni inquadratura in qualcosa di irripetibile. La luce non è mai statica: muta insieme al viaggio, accompagnando la nave e noi tutti attraverso mari e cieli diversi. Ci sono stati momenti di pura perfezione, come alle Hawaii, dove ogni elemento sembrava allinearsi in un equilibrio raro, quasi sospeso. E poi la tratta da Honolulu a Tokyo, con quelle nuvole straordinarie a filo mare, immagini che sembravano emergere da un sogno più che dalla realtà. Il mare, per me, in particolare l’Oceano Pacifico, rappresenta un “sovrano blu”: immenso, dominante, ma anche capace di una delicatezza infinita. È lui il vero protagonista di ogni frame, ed è a lui che ho cercato di rendere giustizia attraverso ogni scelta visiva. Da questa esperienza nasce ora un nuovo progetto: un diario di viaggio che ho tenuto lungo la rotta, arricchito dalle fotografie che ho scattato sia in pellicola che in digitale. Un racconto visivo e personale che diventerà presto unlibro fotografico dal titolo Il re blu, dove proverò a restituire non solo ciò che ho visto, ma soprattutto ciò che ho sentito».



