Nasce ad Arona, sul Lago Maggiore, nel 1987. Si appassiona di fotografia, pittura e immagine in movimento già durante gli studi classici. Si trasferisce a Milano per gli studi universitari. Qui frequenta i primi set – commercial e videoclip – da elettricista e videoassist. Ottiene la laurea magistrale in Cinema e Videoarte all’università IULM con la tesi Corpo, potere, tempo. La tetralogia di Aleksandr Sokurov – relatore il prof. Gianni Canova. A Roma si diploma in Fotografia al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la direzione del maestro Giuseppe Lanci.
Dopo i primi anni di reparto macchina e numerosi cortometraggi da dop, tra cui The Delay di Mattia Napoli, che vince il Cortinametraggio Film Festival, esordisce alla fotografia con il film Europa di Haider Rashid. E’ la storia di un ragazzo che attraversa il confine tra Turchia e Bulgaria – seguendo la “rotta balcanica” per raggiungere l’Europa – e lotta per sopravvivere nei boschi bulgari, braccato dai “cacciatori di migranti”. La macchina a mano segue interamente in primo piano il protagonista – Adam Ali – in quell’ambiente liminale ed ostile, strisciando con lui, arrampicandosi sugli alberi, risalendo i fiumi di montagna. Europa partecipa al Festival di Cannes 2021 – Quinzaine des realisateurs, dove vince il premio della Critica Indipendente.
Il film successivo ibrida linguaggio ed estetica documentari con il film di finzione: Luce di Silvia Luzi e Luca Bellino è il pedinamento di una ragazza schiva – Marianna Fontana – che lavora in una conceria e cerca ossessivamente di ritrovare suo padre attraverso un rapporto telefonico improbabile. Il film prende forma tra stati d’animo altalenanti e piani sequenza in ambienti claustrofobici, esplorando in tempo reale il lavoro in fabbrica. Viene presentato in Concorso Internazionale al Locarno Film Festival 2024 dove vince il premio della Critica per il linguaggio cinematografico.
Molto diverso invece è La Scommessa – una notte in corsia, commedia notturna e cinica di Giovanni Dota, prodotta da IIF con Carlo Buccirosso e Lino Musella nei panni di due infermieri che nel turno di ferragosto scommettono le ferie di natale sulla testa di un paziente. Una storia contemporanea sospesa in un non tempo, un’atmosfera ambigua dal look un po’ demodé, con movimenti di macchina composti e minimali. Il film partecipa a Venezia 81 – Giornate degli Autori, Notti Veneziane.
Progetti molto diversi con linee direttrici costanti: l’osservazione partecipata degli ambienti e la ricerca del loro “genius loci”, quei punti d’osservazione privilegiati che ne svelano i “mondi immaginari”, per integrarli nella narrazione e darle corpo; il rapporto tra il corpo dell’attore, lo spazio e la macchina da presa; la ricerca di linguaggio insieme al regista, l’individuazione del senso profondo della storia e del suo tempo, attorno ai quali si costruisce l’idea fotografica del film.





