The Art of Italian Cinematography and Beyond

The Art of Italian Cinematography and Beyond

Il linguaggio della luce. La masterclass AIR3 CCS con Mauro Fiore

di Marcello Dapporto CCS

 

Si è svolto l’11 e il 12 luglio a Milano l’evento-masterclass organizzato da AIR3 e Collettivo Chiaroscuro, con Fujifilm come partner tecnico, “Il linguaggio della luce. Un’esperienza immersiva con Mauro Fiore, ASC“. Mauro Fiore lo conosciamo tutti: premio Oscar per Avatar, ha una filmografia ricchissima che comprende titoli come Training Day e Spider-Man. La sua masterclass si è svolta nell’arco di due giornate. La mattina era dedicata a un talk, un vero e proprio Q&A, durante il quale Mauro ci ha raccontato il suo approccio alla fotografia, le collaborazioni con i diversi registi e il modo in cui ogni progetto richieda un approccio differente. Ha condiviso molte riflessioni sulle proprie scelte fotografiche, ribadendo come, nella sua visione, la fotografia debba sempre essere al servizio della storia e come la luce sia uno strumento per valorizzare il racconto, sempre in sintonia con il regista. La sua filosofia di lavoro è basata sui principi di apertura e costante rinnovamento. Per lui la qualità fondamentale di un direttore della fotografia è la capacità di rimanere aperto a nuove idee e vede il suo ruolo più vicino a quello di un pittore come Jackson Pollock che a quello di un tecnico.

In entrambe le giornate il talk è stato accompagnato dall’analisi di una scena tratta da Training Day di Antoine Fuqua, regista con cui Fiore ha collaborato spesso. Entrando nel dettaglio delle singole inquadrature ci ha spiegato le motivazioni delle sue scelte fotografiche, cosa volesse raccontare attraverso la luce e perché avesse optato per determinate soluzioni.

Durante il confronto sono intervenuti anche i partecipanti, che erano in parte soci del Collettivo, in parte professionisti esterni e in parte registi appartenenti all’associazione AIR3. È stato interessante ascoltare anche il punto di vista dei registi e osservare quali aspetti della fotografia attirassero maggiormente la loro attenzione. La presenza dei registi è stata molto positiva anche perché ha favorito il networking. Si formavano spesso piccoli gruppi di confronto spontanei, nei quali registi e direttori della fotografia si scambiavano idee, esperienze e punti di vista. Questo, secondo me, è stato uno degli aspetti più interessanti dell’iniziativa.

Dopo l’analisi della scena, il workshop passava a una parte pratica. Il primo giorno abbiamo ricostruito un set il più possibile simile a quello del film, con una location analoga, attori, ecc. Mauro ha ricreato fedelmente il setup originale: illuminazione, punti macchina e inquadrature. È stato molto interessante vedere come quelle immagini prendessero forma.

Il secondo giorno la struttura è stata simile. La mattina abbiamo analizzato la seconda scena e, rotto il ghiaccio, la conversazione è stata più informale. Mauro ha raccontato numerosi aneddoti sul suo modo di lavorare e sul confronto tra il sistema produttivo americano e quello italiano.

L’aspetto più interessante è emerso durante la sessione pratica del secondo giorno. Nel corso della mattinata Mauro aveva osservato che, se oggi dovesse girare nuovamente quella stessa scena, probabilmente la realizzerebbe in modo diverso. Così, invece di limitarsi a ricostruire il setup originale, abbiamo iniziato a reinterpretarlo insieme. È stato estremamente generoso nel coinvolgere tutti i partecipanti, accogliendo suggerimenti sia sui punti macchina sia sull’illuminazione. Ne è nato un lavoro davvero condiviso: un processo creativo che prende forma. Anche solo osservarlo ragionare sulle soluzioni da adottare è stato molto istruttivo, e la possibilità di confrontarsi direttamente con lui è stata un’esperienza preziosa.

La Masterclass di Fiore era il primo evento del Collettivo a cui partecipavo. È stata un’esperienza particolarmente significativa. Oltre all’opportunità di confrontarmi con una figura come Mauro Fiore, ho apprezzato il dialogo tra colleghi. È stato un momento di crescita, molto stimolante sia dal punto di vista professionale sia da quello umano. È davvero inusuale trovarsi su un set con tanti colleghi dop e in una modalità di condivisione e scambio. Il clima era rilassato e aperto al confronto, agli interventi e agli spunti dei partecipanti. Un aspetto particolarmente bello era la presenza di dop di generazioni diverse. Un’esperienza davvero stimolante.

 

TEAM TECNICO
Assistenti alla camera: Nicola Labate, Emiliano Barbucci
Camera trainee: Sara Moro, Isabella Rizzi
DIT: Danilo Catalano DIT, Gabriele Iannello DIT trainee
Data Manager: Anselmo De Filippis
Colorist: Alessandro Bernardi
Scenografo: Massimiliano Cortellini
Macchinisti: Mario Zacchetti key grip – Gianni Bonardi. Grip
Elettricisti: Marcello Merletto, Gaffer Gilberto Federici, Spark

Attori:
Martina Alfieri, Stefano Truglio Baker, Sara Soldavini,
Stefano Massari, Viola Falqui, Valeria Gatta, Alessia De Cecilia

Si ringrazia il Team Fujifilm.
Con il supporto di:
Colorshape 
Movie People Milano / D Vision Movie People
Panalight
Joey’s Place Milano

 

Stella gemella, Manca

Condividi questo articolo

Articoli recenti

O con amore o con odio, ma sempre con violenza. Cristiano Di Nicola su L’ESTRANEA

HOMBRE AL AGUA di Gael García Bernal. Intervista a Fabrizio La Palombara CCS

In pellicola e in 4:3 la “giusta vicinanza” ai personaggi. Conversazione con Guido Michelotti CCS su I FIGLI DELLA SCIMMIA

Sono 20 i film con la fotografia di dop del Collettivo Chiaroscuro presenti nella selezione di Venezia 83

Dalle Colonne dell’isola di San Pietro a Gaza e New York. Conversazione con Gherardo Gossi CCS sulla mostra fotografica “Rimangono i segni di luce”

Alla ricerca di simboli. Conversazione con il dop Corrado Serri CCS su AVEMMARIA di Fortunato Cerlino

Seguici

Potresti essere interessato

Emanuele Zarlenga, da DIT a direttore della fotografia Prima parte

Francesco Di Giacomo e la fotografia di Rapito

Virtual set. Glossario ragionato per autori della fotografia