The Art of Italian Cinematography and Beyond

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La pianta luci di Another End

Di Fabrizio La Palombara CCS

 

Another End di Piero Messina è ambientato in un futuro prossimo, non definito. Gran parte della narrazione si svolge nell’appartamento di Sal (il protagonista interpretato da Gael Garcia Bernal) che, dopo aver perso la moglie Zoe in un incidente d’auto, sprofonda nella depressione. Sua sorella Ebe (Bérénice Bejo), preoccupata per il suo stato, lavora in un’azienda che offre una tecnologia rivoluzionaria: un sistema che permette di trasferire temporaneamente la coscienza e i ricordi di una persona deceduta nel corpo di un “locatore” vivente (Renate Reinsve), offrendo così ai familiari un’ultima occasione di interazione con il proprio caro.

Le riprese sono state realizzate interamente a Roma, con l’eccezione di tre giorni a Parigi per alcuni esterni notturni. L’appartamento è stato interamente costruito negli Studios De Paolis, dalla scenografa Eugenia Di Napoli. Nel film non se ne vede mai l’esterno, ma le viste dalle finestre lasciano intendere che l’appartamento si trovi ai piani alti di un grattacielo in una metropoli moderna.

Another End, La Palombara

Tra i riferimenti visivi, il regista mi aveva indicato Her di Spike Jonze, girato in un vero appartamento con ampie vetrate affacciate su Shanghai. Per ottenere un effetto simile, inizialmente avevo proposto l’utilizzo di Led Wall in virtual production, ma vincoli di budget e tempistiche ci hanno portato a optare per i fondali scenografici Rosco Softdrop, realizzati in cotone naturale stampato digitalmente. Il risultato è stato sorprendentemente efficace. Una caratteristica distintiva di questi fondali è la tecnologia “Day/Night”, che permette di stampare un’immagine diurna su un lato e la corrispondente immagine notturna sull’altro. Illuminando il fondale frontalmente si ottiene la scena diurna, mentre l’illuminazione posteriore rivela la scena notturna; combinando entrambe le illuminazioni è possibile creare effetti di alba o tramonto.

Nella gallery il teatro De Paolis, i fondali e i pantografi

Per le scene diurne abbiamo posizionato 8 Skypanel S60 (quattro a terra e quattro su truss) così da ottenere un’illuminazione uniforme per tutto il fondale.

Per illuminare l’interno della casa ho utilizzato altri 4 Skypanel S60 su truss, uno per ogni finestra, aggiungendo alcuni proiettori LED De Sisti per le scene che volevo più luminose.

Nelle scene notturne gli 8 Skypanel S60 venivano spenti e il fondale veniva retroilluminato con 6 sagomatori ETC. Per dare maggiore realismo allo skyline, ho posizionato alcuni LED rossi lampeggianti a contatto con il fondale, simulando le luci di segnalazione sugli edifici più alti e rafforzando l’illusione della profondità della città.

Per una resa più realistica degli interni, ho deciso di chiudere il soffitto e inserire 16 Astera Titan montati su pantografi, utilizzati sia per il giorno che per la notte con temperature colore diverse. Quando i pantografi venivano sollevati, i corpi illuminanti scomparivano dietro un telaio di legno con frost 216 e potevano essere inquadrati come luce diegetica. Al bisogno sui campi più stretti potevano essere abbassati e con la loro griglia orientati senza l’ingombro degli stativi sul set.

Tutte le luci erano collegate a una console di controllo, accanto alla quale si trovava la DIT Station di Paolo Furlanelli che mi permetteva di monitorare i livelli di luce in tempo reale.

Another End, La Palombara

Questo sistema ha reso più agile la preparazione delle scene, concedendo alla regia più tempo per lavorare con gli attori e offrendo maggiore libertà di movimento alla macchina da presa. Il risultato finale è un’illuminazione che accompagna il tono emotivo del film, con un’attenzione particolare alla creazione di un’atmosfera intima e malinconica, in linea con la storia di Sal e la sua elaborazione del lutto.

Another End, La Palombara, pianta luci
Another End, La Palombara, pianta luci

Stella gemella, Manca

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