The Art of Italian Cinematography and Beyond

The Art of Italian Cinematography and Beyond

A settembre quest’anno, come in un mondo ancora legato ai ritmi scolastici, sembra riprendere tutto, si ricomincia. Quest’anno, per molti e anche per me, l’estate che normalmente era il periodo di maggior attività professionale è stata invece un periodo di riposo, per molti di noi non voluto, e sappiamo bene perché.

A ottobre rinnoveremo gli organi elettivi che dirigono e danno la linea operativa al Collettivo:

dovremo eleggere un nuovo Consiglio Direttivo, formato da 11 membri, e un nuovo presidente.

L’attuale direttivo e la presidenza sono il frutto della dolorosa, ma necessaria, scissione dall’AIC. Il prossimo direttivo dovrà invece essere il risultato del movimento che si è creato attorno al progetto del Collettivo Chiaroscuro che ha coinvolto fino ad oggi circa 90 tra direttrici e direttori della fotografia.

In questi primi due anni di attività siamo riusciti ad attrarre l’interesse di tanti di noi che non si erano mai coinvolti in nessuna associazione, pur avendo esercitato con successo la nostra arte per molti anni. E anche tanti giovani hanno chiesto di unirsi a noi.

Quanto è successo è la dimostrazione che serviva creare un nuovo soggetto di rappresentanza, completamente nuovo e libero, profondamente radicato nel presente e con lo sguardo puntato sul futuro del nostro cinema, del cinema nel mondo, e sulla società.

Adesso è arrivato il momento di mescolare le carte e lanciarsi verso una nuova tappa. I fondatori rimangono alla base del Collettivo, però sarebbe bellissimo vedere la nostra attività rilanciata con un’energia nuova e una freschezza progettuale potenziata da un nuovo gruppo dirigente, e da una nuova o un nuovo presidente.

Possiamo potenziare il sito, organizzare nuovi appuntamenti di aggregazione tra noi, di formazione e approfondimento per noi stessi e per i più giovani, possiamo trovare nuovi modi per raccontare il nostro lavoro e le nostre più recenti esperienze, dobbiamo espandere le nostre relazioni internazionali come associazione, e sicuramente possiamo inventarci modi nuovi di interscambio professionale.

Voglio dirvi che sono orgoglioso di essere stato presidente del Collettivo Chiaroscuro. È stato un impegno intenso che mi ha permesso di conoscere meglio, a volte profondamente, molti colleghi e colleghe che conoscevo solo superficialmente e ho conosciuto molti di noi che non conoscevo per niente e sono stati tutti scambi umani e professionali estremamente positivi.

Sento che si è costituita una rete di rapporti professionali solidale e si sono concretizzate nuove amicizie.

Io credo sarebbe bellissimo che il Collettivo avesse un nuovo presidente o una nuova presidentessa che rispecchi la realtà contemporanea della nostra cinematografia e che lanci il Collettivo verso il futuro.

Sono sicuro che molti di voi hanno sensazioni positive e negative della nostra attività, sono sicuro che molti dei soci vorrebbero che il Collettivo fosse un po’ o molto diverso da quello che è, e vorrebbero che alcune iniziative non ancora realizzate venissero realizzate.

Sono sicuro che molti di noi hanno progetti in mente e nel cassetto. 

Per portare queste idee più vicine alla loro realizzazione influendo positivamente al rinnovamento e al rafforzamento del Collettivo, per consolidarlo, liberandolo da possibili incertezze, il modo migliore è far parte del Direttivo o candidarsi alla Presidenza.

Aspettiamo nuove energie, nuova creatività, nuove idee. La bellezza della nostra associazione deve essere la sua capacità di mutare velocemente. Nulla deve essere fermo, immobile. Un volto nuovo può essere una grande sorpresa e un grande stimolo. Un nuovo Direttivo, questa volta frutto della scelta di 93 socie e soci sarà una garanzia di ascolto, di concretizzazione delle idee, di energie fresche o di esperienze consolidate che si rimettono in gioco.

Mai come in questo momento nel nostro mondo professionale e nella nostra società c’è bisogno di partecipazione attiva e di coinvolgimento personale, e perché da cineasti e cittadini non possiamo subire passivamente la realtà di un mondo che sembra aver dimenticato i fondamenti etici minimi e noi, con il nostro lavoro e la nostra capacità di raccontare, ma anche con la forza della nostra comunità possiamo e dobbiamo lottare contro  questo imbarbarimento della società con tutte le nostre energie.

Il Collettivo è una piccola, meravigliosa, goccia di speranza in un mare grande e complesso. Ma possiamo essere parte di questo grande mare che da Los Angeles a Shanghai inevitabilmente passa per Gaza e non possiamo rimanere alla finestra. Il nostro lavoro è rischiare, noi lo sappiamo fare, sappiamo che solo rischiando faremo al meglio il nostro lavoro. Cominciamo a farlo qui, partecipando. Con la consapevolezza che solo lavorando con coraggio la nostra comunità saprà espandersi oltre… (The art of cinematography and beyond…)

 

Paolo Carnera

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