Finalmente siamo arrivati ad un primo importante punto di inizio dell’attività del Collettivo Chiaroscuro: il sito è attivo e il 29 giugno 2024 vede la nostra festa di presentazione, primo momento pubblico di incontro e di scambio.
Abbiamo cercato di scandire la nostra festa in tre tempi:
1 – L’incontro con tutti i soci del Collettivo: dopo tanti incontri virtuali avevamo bisogno di guardarci negli occhi, abbracciarci e scambiare le nostre opinioni dal vivo;
2 – L’incontro con gli studenti delle scuole di Cinema: perché fin dal primo passo della nostra neonata associazione vogliamo che sia chiaro a tutti che la nostra attenzione è rivolta ai giovani e al futuro attraverso il trasferimento delle nostre esperienze, per cercare di stimolare una continua crescita della creatività del nostro cinema;
3 – L’incontro con i direttori della fotografia che non sono associati al nostro Collettivo, e a nessun’altra associazione, e con i colleghi delle altre categorie, con i nostri fornitori, con i nostri collaboratori, perché, se il Cinema è un’arte che nasce dalla collaborazione di tutti sul set, vorremmo che si continuasse a dialogare anche fuori dal set, per migliorare il nostro lavoro di pre-produzione nei film e nelle serie e per realizzare in profonda sintonia le nostre future lavorazioni.
Attraverso lo sforzo impressionante di un gruppo straordinario di socie, soci e collboratrici e collaboratori esterni siamo arrivati a dare inizio ad alcune delle molteplici attività del nostro Collettivo:
il sito, contenitore di tutta la nostra produzione di contenuti, ma anche principale organo di informazione su chi siamo e cosa facciamo noi del Collettivo Chiaroscuro;
i social, che comunicano con immediatezza l’uscita dei nostri film e delle nostre serie o la partecipazione ai festival;
i podcast, che, insieme alle interviste testuali o video, sono conversazioni con autrici e autori della fotografia, come con colleghi di altri reparti, che potremo vedere ed ascoltare in un’apposita sezione del sito e sulle principali piattaforme audio.
Il progetto del Collettivo Chiaroscuro è nato per la voglia e la volontà di conoscerci meglio tra autrici e autori della fotografia italiani, e trova nel nuovo sito uno spazio aperto per raccontare a tutti gli interessati come abbiamo realizzato i nostri film, le nostre serie, quale è stato il progetto creativo, come lo abbiamo realizzato, quali sono state le difficoltà, quali le scommesse vinte e come le abbiamo vinte, quali abbiamo perso e perché.
La spinta propulsiva alla formazione dell’Associazione è iniziata nel 2022. Il 2022 e 2023 sono stati per il cinema anni molto intensi, ricchissimi dal punto di vista della quantità e della qualità delle produzioni italiane e affollati di produzioni internazionali attirate dalla qualità delle nostre maestranze e dalla bellezza delle location, ma anche dal generoso tax credit che il Governo aveva attivato dopo la pandemia per permettere una veloce ripresa della produzione cinematografica.
Questa ricchezza della produzione italiana e internazionale sul suolo italiano ha favorito uno scambio intenso di esperienze tra professionisti italiani e stranieri e permesso a molti nostri colleghe e colleghi di collaborare con produzioni, registi, scenografi, costumisti internazionali.
Contemporaneamente, a causa del tumultuoso sviluppo delle piattaforme, ci siamo improvvisamente trovati ad affacciarci alla concreta possibilità di accedere ad una facile distribuzione internazionale dei nostri film e serie confrontandoci sullo stesso campo di gioco con produzioni molto più ricche delle nostre. E così la competizione è diventata meravigliosamente complessa e appassionante. Siamo e saremo in grado di realizzare film e serie altrettanto belli, emozionanti, sorprendenti, nonostante i nostri budget siano 3, 4, 6, 10 volte minori di quelli dei nostri colleghi esteri? Questa folle sfida, apparentemente impossibile, in realtà è possibile, grazie alla creatività innata e alla profonda cultura visiva che ci contraddistingue, grazie alla nostra capacità di fondere l’artigianato con le nuove tecnologie, grazie allo sguardo attento, mai superficiale sulle vicende umane che da sempre contraddistingue la forza del nostro miglior cinema.
L’attuale, improvvisa, violentissima frenata della produzione, causata contemporaneamente dal vuoto legislativo italiano e dalla contrazione degli investimenti delle piattaforme, non fa altro che confermarci nella convinzione che l’unica strada per uscire da questa crisi, da ogni crisi, nonostante la riduzione dei budget delle nostre produzioni e la fatica di molti film ad iniziare le riprese, è quella dell’innalzamento della qualità del nostro lavoro.
Collettivo Chiaroscuro nasce nel solco della tradizione della fotografia cinematografica italiana che ha contribuito a fare del nostro cinema un pilastro della cinematografia mondiale. Questa tradizione era quella della bottega dei Maestri, lì si apprendeva il sapere e l’arte dell’esposizione del negativo, dell’illuminazione del set, del movimento della macchina da presa, della composizione.
In un processo di trasformazione dei ruoli e delle professioni in cui l’ascesa al ruolo di direttore della fotografia, ormai da molti anni, non passa più necessariamente attraverso tutti i gradini della scala gerarchica del reparto, si crea l’urgenza di altri strumenti che permettano di trasmettere il sapere e l’esperienza pratica.
Per questo abbiamo scelto di non avere segreti, di raccontare tutto, di dare risposte alla curiosità, senza paure, perché sappiamo che lo scambio di informazioni tra generazioni avviene in entrambe le direzioni: non solo tra più esperti e meno esperti, tra più vecchi e più giovani, ma anche in senso opposto. E così dai giovani, e dalla loro continua assetata ricerca, i più navigati imparano moltissimo e i più audaci tra loro immediatamente sperimentano nuove forme espressive.
In questi lunghi mesi abbiamo lavorato intensamente per costruire le basi del Collettivo, ora che abbiamo gli strumenti dobbiamo impegnarci a trascorrere i prossimi mesi a parlare del nostro lavoro, ad affrontare le prossime sfide senza paura, alzando sempre l’asticella della qualità delle nostre immagini, dando nuova forza con le nostre immagini alle nostre storie.
P. C.