The Art of Italian Cinematography and Beyond

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Lenti Masterbuilt. Conversazione con Tim Arasheben

Giuseppe Avenia, titolare di REC Cine Noleggio, e Alessandro Gallo, responsabile del reparto macchine da presa, ci hanno inviato a incontrare TIM ARASHEBEN, fondatore di Masterbuilt Lenses. Tim è a Roma per presentare un nuovo set di lenti Masterbuilt chiamato “Legacy”. Tim, puoi presentarti e darci una panoramica del marchio Masterbuilt?

Nasco come assistente operatore e operatore di macchina, e possedevo molte lenti. Mi capitava di modificarle per alcuni direttori della fotografia. Arrivò un momento in cui alcuni DPs mi fecero una richiesta: mi dissero: e se progettassi un set di lenti che rispettasse i requisiti che ci piacciono? Così abbiamo iniziato Masterbuilt nel 2019. Ho sviluppato la prima serie con sei focali, e continuavo a fare avanti e indietro con diverse versioni mostrandole ai DP, i quali mi davano feedback, finché non ho realizzato quello che ora è il primo set di Classic Masterbuilts. È stato un processo fatto di molti, molti fallimenti e fondamentalmente un piccolo successo!

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Qual è la tua lente preferita del passato? Quali sono le lenti che ti hanno ispirato?

Mi viene in mente la prima serie di Zeiss Super Speeds, realizzate quasi 50 anni fa! Ancora oggi, la gente ne è affascinata. Hanno una splendida coerenza. Non coprono il full frame, ma, quando si parla della qualità delle lenti, le Zeiss Super Speeds sono meravigliose. Mi ha ispirato anche la prima serie di lenti sferiche Panavision Primo, prodotte in Canada all’inizio degli anni ’80. Panavision è stato il primo produttore a sviluppare una gamma di 10-12 lunghezze focali coerenti tra loro. Tutte con la stessa apertura, un’ottima messa a fuoco ravvicinata, e caratteristiche simili. Bisogna rendere omaggio a queste due serie di lenti, le Zeiss Super Speeds e le Panavision Primos, per la loro coerenza, bilanciamento e gamma di focali. Hanno reso le lenti uno strumento indispensabile per il direttore della fotografia. Ancora oggi, entrambe sono molto richieste dai cinematographers e utilizzate in molti progetti, soprattutto per la loro coerenza e bilanciamento.

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È interessante vedere da dove provieni, come hai iniziato con un set e poi hai deciso di sviluppare una serie diversa. Perché hai scelto di creare una serie diversa invece di mantenere un look identitario?

I sensori digitali ormai sono così avanzati che diventano omogenei. Questo fa sì che i direttori della fotografia comincino a perdere la loro identità o unicità. Quindi, la lente diventa fondamentale. Con la pellicola l’identità veniva creata attraverso i processi fotochimici: Vilmos Zsigmond, ad esempio, poteva sovraesporre la pellicola o forzarne lo sviluppo. Poi ci sono persone come Tom Siegel, che utilizzavano processi di inversione incrociata o simili. Quella era la loro tavolozza, il loro pennello. Negli anni ’90, poi, i filtri sono diventati molto popolari, e si manipolava l’immagine usando filtri colorati come Straw o Antique suede, o magari Promist. Ora, con il digitale, i sensori sono talmente buoni che tutti partono sullo stesso piano, quindi la lente è diventata l’elemento più importante per il direttore della fotografia. Con le diverse serie di lenti, offriamo al dop diverse opzioni di look. Possono mescolarle o restare fedeli a una sola serie, ma questo crea una versatilità che consente di adattarsi a diversi tipi di progetti: lungometraggi, serie TV, spot pubblicitari o video musicali. In questo modo, si possono ottenere look diversi, mantenendo però un DNA bilanciato e coerente. Sanno sempre che c’è un tocco Masterbuilt, che si può ritrovare nel bokeh, nelle caratteristiche della lente o nel modo in cui reagisce al flare.

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Come si ottengono i vari look? Ci sono innumerevoli modi – dipende più dalla formula del vetro, dal numero e dal design degli elementi, o dai rivestimenti?

È un mix di tutto; si tratta di trovare l’equilibrio. Per esempio, se si riorganizzano gli elementi, la loro struttura e i raggruppamenti, si potrebbe ottenere un’immagine più morbida o più nitida, o uno sfondo più morbido o più nitido. Poi, quando si considerano i rivestimenti e la lucidatura, si trovano diversi livelli di bagliore e contrasto. Tutto è causa ed effetto, quindi bisogna lavorare su tutti gli aspetti insieme. È come un’orchestra – tutto deve muoversi in armonia per trovare quell’equilibrio.

Penso si possa dire che le vostre lenti non sono estremamente costose, quindi sono accessibili e molto utilizzabili per noi direttori della fotografia. Dove producete il vostro vetro e le vostre parti meccaniche in modo da poter mantenere le Masterbuilt in quella fascia di prezzo?

Gestiamo questo aspetto in modo non convenzionale. Progettiamo, produciamo e fabbrichiamo tutto a Los Angeles [Tim ha chiarito che il vetro vero e proprio proviene dal Giappone, ndr], il che, finanziariamente, ci svantaggia. Operiamo con un margine molto basso, ma il nostro focus è sulla costruzione di un marchio per un gruppo dedicato di utenti.

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Naturalmente, non si tratta solo del prezzo. Si tratta anche della qualità delle vostre lenti, così come della loro coerenza e usabilità.

Al giorno d’oggi, le persone guardano le lenti su Instagram o YouTube, controllando vari test di lenti. Le tendenze vanno e vengono, ma poi ci sono lenti con un ‘fattore shock’. Queste lenti non sono né coerenti né bilanciate, e non si possono usare per girare un intero film o una serie TV senza incorrere in problemi che il direttore della fotografia dovrebbe aggirare. Mentre queste lenti d’effetto potrebbero attirare l’attenzione sui social, possono diventare un ostacolo. In Masterbuilt diamo priorità alla coerenza. Si tratta di trovare un equilibrio, in modo che, giorno dopo giorno, un direttore della fotografia possa contare sulle nostre lenti per diversi progetti, e queste continuino a fornire esattamente ciò che serve. Il carattere dell’immagine rimane intatto – non è eccessivamente nitido, ma bilanciato. Funziona ancora bene per gli effetti visivi, il che è cruciale. La coerenza è ciò che conta per noi.

Le lenti Masterbuilt sono disponibili a Roma presso REC Cine Noleggio, info@rec-roma.com
Stella gemella, Manca

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