Alicante, 26 maggio 2025 — Al Teatro Principal, nella serata di chiusura della 22ª edizione del Festival Internacional de Cine de Alicante, il direttore della fotografia Michele Paradisi CCS ha conquistato la Tesela de Plata a la Mejor Fotografía per il suo lavoro nel lungometraggio Lo que queda de ti, film di esordio della regista spagnola Gala Gracia. Il dramma, premiato anche con la Tesela de Oro come miglior film e ancora altri riconoscimenti, si è rivelato la pellicola più celebrata del festival; con questo premio la kermesse alicantina conferma l’attenzione che riserva alla cinematografia d’autore.

Pianista jazz, sospesa fra un futuro promettente a New York e un passato incapace di sorreggerla, Sara (Laia Manzanares) torna nei Pirenei aragonesi dopo la morte del padre. Lontano dal frastuono, la fattoria ereditata insieme alla sorella Elena diventa il palcoscenico di un senso di colpa mai nominato, ma che impregna ogni cosa. Gesti minimi – dare da mangiare alle pecore, preparare il foraggio, pulire il recinto – sostituiscono qualsiasi discorso. Tutto sembra reclamare un’espiazione muta.
LA CRITICA HA SCRITTO:
“La macchina da presa di Michele Paradisi indugia con pazienza sui movimenti ripetitivi della campagna, sulle tonalità umide dell’ambiente, sul cielo carico che incombe sulle montagne. La direzione della fotografia rifugge ogni preziosismo per abbracciare un’estetica del ruvido. Ogni scena sembra segnata da un’atmosfera che non si interrompe, ma si stratifica. La terra non brilla, ma respira.” (www.mindies.es)
“Un silenzio avvolge il paesaggio, che Lo que queda de ti trasforma in un vero e proprio personaggio. Attraverso la direzione della fotografia di Michele Paradisi , la campagna pirenaica è ritratta con una malinconica bellezza, come fosse un rifugio paradisiaco ma che esige sacrifici e impegni. Il film non idealizza la vita rurale, né la presenta come un arido retaggio da abbandonare; mette invece a nudo le complessità insite nella scelta di restare: la fatica fisica di uno stile di vita così impegnativo, la solitudine di un paesaggio sconfinato e la profonda resilienza necessaria per affrontarlo. (https://mundocine.es/)









