The Art of Italian Cinematography and Beyond

The Art of Italian Cinematography and Beyond

Disponibile su Netflix MISS ITALIA NON DEVE MORIRE, documentario di Pietro Daviddi e David Gallerano. Cinematographer Emilio M. Costa CCS

Il documentario Miss Italia non deve morire di Pietro Daviddi e David Gallerano, scritto dai due registi con Gregorio Romeo, è disponibile su Netflix.

Miss Italia, un evento dal passato glorioso, è da anni in profonda crisi. Patrizia Mirigliani, che ha ereditato la guida del concorso di bellezza dal padre Enzo, è determinata a tentare un difficile rilancio, malgrado tutto sembri remarle contro. Il documentario ripercorre la storia di Miss Italia e quella di Patrizia, seguendo il tentacolare percorso di ricerca della più bella d’Italia in un racconto che include le selezioni regionali, le aspiranti miss e la famiglia della patron. Riuscirà Patrizia a salvare Miss Italia e dunque se stessa? Miss Italia non deve morire è prodotto da Fremantle e Ring Film.

Miss Italia Costa

 

Abbiamo rivolto qualche domanda a Emilio M. Costa CCS: 

Quali sono stati i tratti salienti di questa esperienza?

Il film documentario Miss Italia indaga, nella maniera più intima possibile, un spettacolo che per oltre 70 anni è stato molto presente nella nostra cultura e cavallo trainante di tutti i programmi televisivi italiani. Il percorso che abbiamo fatto insieme ai registi David Gallerano e Pietro Daviddi è stato una sorta di viaggio nel tempo perché alcuni elementi del concorso si sono adeguati man mano al tempo che passava ma molti altri sono rimasti ancorati al passato. Ho vissuto uno spaccato della società italiana da nord a sud: ovunque il concorso di Miss Italia era in profonda lotta tra passato e presente, arretratezza e progresso. Un contrasto continuo. Catapultato in un ambiente dove il contesto e le persone mi facevano sentire come se fossi in uno show degli anni 80/90 della TV italiana, ho riflettuto proprio su questi contrasti.

Miss Italia Costa

Questo ha influenzato o ispirato il tuo lavoro fotografico?

Sì, ho voluto riportare la mia esperienza di questo continuo contrasto anche nell’immagine, cercando di rappresentare una realtà ancorata al passato, con tanti elementi contrapposti al mondo moderno in cui viviamo.  Il ricorrere continuo del tricolore italiano che “spicca” nella confusione di luci e scenografie di Miss Italia nelle piazze di provincia italiane mi ha ricordato quando da piccolo, con la mia famiglia, andavamo alle sagra di paese, e ci immergevamo nel folclore. Insieme ai registi abbiamo scelto di creare uno stile di ripresa osservativo utilizzando solo una intervista iniziale, in modo che lo spettatore potesse avere la sensazione di essere catapultato all’interno del mondo rocambolesco della Miss italia di oggi, con personaggi che ti trasportano nella loro intimità.

Miss Italia Costa

Quindi come hai operato con la luce?

Ho cercato di rappresentare questo mondo favolistico, un po’ grottesco, afflitto anche da un certo vuoto di valori. Mi colpiva la continua paranoia che assale la patron. Ho scelto la strada dell’esaltazione del colore. Le figure che abbiamo incontrato vivono e frequentano posti dove i colori sono spesso accostati con la regola del complementare o dove oro e argento si uniscono all’avorio creando un’estetica sfarzosa ma vuota, portata all’eccesso, da palcoscenico. Ho cavalcato l’onda e ho creato un look dove il colore crea il contrasto e dà la sensazione di essere in un reality televisivo. Non abbiamo usato molto repertorio ma in alcuni momenti abbiamo fatto diventare “repertorio” il nostro girato, riversandolo su nastro DVCAM, nel tentativo di comunicare allo spettatore la sensazione che cambiando supporto si può essere catapultati nel passato, come se il supporto antico, al posto di quello moderno, potesse creare un ponte tra la realtà dei fatti di oggi e il passato.

Quale attrezzatura hai ritenuto più adeguata a questa tipologia di progetto?

Non è stato semplice decidere quale tipo di equipaggiamento poteva essere consono per questo tipo di progetto, dovevamo essere leggeri ma performanti, avevo bisogno di un setup che mi permettesse di lavorare in situazioni di luce non controllata e in ogni tipologia di luce soprattutto durante gli eventi di Miss italia: Led di pessima qualità, Tungsteno, Neon e Sodio dell’illuminazione pubblica. In più, trattandosi di un film quasi completamente d’osservazione le attrezzature non dovevano essere ingombranti, per non essere vistosi con le persone che dovevamo seguire nelle loro case private, uffici ecc. Sono arrivato ad avere tre crew che riprendevano contemporaneamente nello stesso momento e luogo oppure sparse per l’italia, ogni crew aveva almeno due macchine da presa. Ho scelto di usare macchine Sony, i modelli FX Cinema Line, molto versatili, leggere, modulabili ma robuste con una ottima gamma dinamica unita ad un’ampia estensione di sensibilità ISO, sensore retroilluminato e con una ottima resa cromatica. Tutte le macchine da presa erano equipaggiate con Angénieux Zoom e un Canon CN Zoom 30-300. In alcuni casi, per le scene in cui avevamo bisogno di creare un’enfasi maggiore sulla singola inquadratura  o per una intera scena, attraverso una distorsione o un effetto che ci catapultasse in un’altra dimensione rispetto al look principale, abbiamo usato delle lenti Zeiss, Helios e Nikon anamorfizzate con una mia lente personale che proviene da un vecchio proiettore. 

Grazie Emilio.

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