Paolo Carnera, nato a Mestre (Venezia), studia alla facoltà di Medicina a Padova e in seguito all’Istituto di Studi Artistici presso la Facoltà di Lettere a Venezia con la speranza di laurearsi in Storia del Cinema, ma non si laurea né in Medicina né in Lettere. Ha un’attività di fotografo, con varie esposizioni. Nel 1980 incontra a Venezia Ernst Haas, grande fotografo dell’agenzia Magnum, con cui avvia una breve ma fondamentale collaborazione .
Decide di tentare il concorso al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove studia e si diploma in Direzione della Fotografia sotto la guida, stimolante e determinante, di Carlo Di Palma. Inizia il suo percorso di Direttore della Fotografia con Angelus Novus, di Pasquale Misuraca, Verso sera e Il grande cocomero di Francesca Archibugi. Seguono La bella vita e Ferie d’agosto di Paolo Virzì, Tutto l’amore che c’è, L’anima gemella, L’amore ritorna di Sergio Rubini, Delitto impossibile di Antonello Grimaldi, Le mani forti di Franco Bernini, Il giorno in più di Massimo Venier, Benvenuti al Sud di Luca Miniero, Certi bambini di Andrea e Antonio Frazzi, Dillo con parole mie di Daniele Luchetti, Pizzicata, Sangue vivo, Il miracolo e Galantuomini di Edoardo Winspeare, La terra dell’abbastanza, Favolacce, America Latina dei fratelli D’Innocenzo, Sabato domenica lunedì di Edoardo De Angelis, Romanzo criminale – la serie, ACAB – All Cops are Bastards, Suburra, Gomorra – la serie, Zero Zero Zero – la serie, Adagio, Il mostro – la serie di Stefano Sollima, Fleuve noir di Erik Zonca, The White Tiger, Treadstone – pilot di Ramin Baharani, Nostalgia di Mario Martone, KF di Gabriele Mainetti, Io Capitano di Matteo Garrone.
Nel 2024 vince il David di Donatello per Io Capitano di Matteo Garrone. In passato aveva avuto 7 nomination. Nel 2020 ha vinto il Nastro d’Argento per la migliore fotografia per Favolacce dei fratelli D’Innocenzo.





