The Art of Italian Cinematography and Beyond

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Tra i premiati italiani del Premio Gianni Di Venanzo, Francesco Di Giacomo CCS e Giuseppe Maio CCS

Si è conclusa ieri a Teramo la 29a edizione del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica “Gianni Di Venanzo”. Tra i vari premi consegnati ricordiamo:

L’Esposimetro d’oro per un film italiano a Francesco Di Giacomo CCS. Di Giacomo ha ottenuto il riconoscimento per il film Rapito diretto da Marco Bellocchio, con questa motivazione: «Per la capacità di realizzare un’illuminazione d’epoca senza perdersi dei luoghi comuni del genere storico e senza rinunciare al richiamo della modernità che il racconto di Rapito esigeva». «Sono molto emozionato – ha detto Di Giacomo ringraziando – perché mio padre qui è stato premiato ed era molto legato al premio Di Venanzo e alla città di Teramo».

Di Giacomo al Di Venanzo

La targa della Giuria “Marco Onorato” assegnata a Giuseppe Maio CCS. «Grazie a questa splendida iniziativa. Con orgoglio ricevo questo premio dedicato ad uno dei più grandi direttori della fotografia, Marco Onorato, che per me è stato esempio di approccio visivo e artistico. Ringrazio Ed Lachman, lì presente, che mi ha avvicinato al cinema grazie ai suoi film. Dopo aver visto La Soufriere diretto da Werner Herzog ho capito che il cinema, oltre a passione, è grande esperienza di vita e coraggio. Grazie Ed», ha scritto in un messaggio letto sul palco.

Maio al Di Venanzo

L’Esposimetro d’oro alla Carriera assegnato a Renato Berta, con la seguente motivazione: «Per il suo lungo percorso attraverso il miglior cinema europeo, un percorso che va dalla Nouvelle Vague svizzera degli anni ’60 e ’70 fino ai maestri del cinema d’autore, soprattutto in Francia, da Louise Malle ad Alain Resnais a Philippe Garrell. E per il rapporto speciale che lo ha legato all’Italia, dove si formò al Centro Sperimentale, e dove adesso ritorna spesso a lavorare al fianco di Mario Martone.

L’Esposimetro d’oro per un film straniero a Edward Lachman. Il premio è stato attribuito per il film El Conde diretto da Pablo Larrain. La motivazione della giuria: «Per aver avvicinato alla nostra sensibilità di spettatori contemporanei i modelli antichi della fotografia in bianco e nero. El Conde non si limita a proporci un’immagine priva di colore, ma sfrutta fino in fondo l’espressività dei contrasti: una vasta gamma di sensazioni, dall’armamentario dell’orrore fino a una leggerezza quasi “comedy”». Ringraziando per il premio e sottolineando la sua vicinanza al cinema italiano, Edward Lachman ha detto: «Il film di Vittorio De Sica Umberto D mi ha fatto capire che si potevano raccontare le storie al cinema solo con le immagini».

Lachman al Di Venanzo

La Giuria ha inteso poi assegnare l’Esposimetro d’oro alla Memoria a John Bailey, venuto a mancare il 10 novembre 2023 a Los Angeles all’età di 81 anni, già Presidente dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Questa la motivazione: «Per aver portato a Hollywood le suggestioni della più raffinata fotografia europea, e in particolare la ricchezza tonale della luce di Nestor Almendros. Al di là dei tanti film che ha meravigliosamente illuminato, per maestri come Paul Schrader e Lawrence Kasdan, la presenza di John Bailey ha reso migliore il cinema americano degli ultimi trent’anni, spingendo i suoi colleghi a esplorare nuove soluzioni. Il premio è stato ritirato dal presidente della Giuria Stefano Masi.

Inoltre Edizioni Artdigiland, partner editoriale di Collettivo Chiaroscuro, ha presentato il libro Una vita a Cinecittà. Conversazione con Pasquale Cuzzupoli. Sviluppo e stampa, colore, restauro, incontri, a cura di Gerry Guida. Il libro è promosso dal Premio Gianni Di Venanzo e realizzato in collaborazione con Cinecittà.

Guida al Di Venanzo

Premio Di Venanzo

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