Dopo il debutto internazionale al Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano de La Habana nel dicembre 2025, Baracoa, opera prima del regista cubano Luis Ernesto Doñas, è appena passato al 72° Taormina Film Fest, dove è stato presentato fuori concorso.
Coprodotto da Pointmedia Italia e De La Huerta Producciones, il film racconta un viaggio attraverso Cuba che si trasforma in una riflessione sulla memoria, sull’identità e sul senso di appartenenza. Nel cast figurano Giancarlo Giannini, Carlos Luis González, Yadier Fernández, Carlos Pérez Peña e Ana Gloria Buduén. Baracoa sarà distribuito dalla White Lion Media di Federica Folli e Pete Maggi.
La sceneggiatura è firmata da Luis Ernesto Doñas e Filippo Ascione, mentre la fotografia è di Lorenzo Casadio Vannucci CCS. Completano il team creativo Barbara Llanes alle musiche, Francesco Galli al montaggio e Alexis Alvarez alla scenografia.
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Ci ha raccontato Lorenzo Casadio:
«Baracoa è un film stratificato e dalla struttura narrativa articolata, diviso in due parti. La prima esplora il rapporto tra un anziano comandante della Revolución, Felipe, interpretato da Giancarlo Giannini, suo figlio Pepe e il medico Jimmi, che si prende cura di lui dopo un attacco di cuore. La seconda assume invece la forma di un road movie, in cui Pepe e Jimmi intraprendono un viaggio attraverso Cuba, da La Habana a Baracoa, un percorso che li porterà a conoscersi profondamente e a trasformarsi. Nella prima parte il racconto si concentra sul conflitto generazionale tra padre e figlio. Da una parte c’è l’universo di Felipe, popolato soprattutto dai ricordi e dal sogno mai del tutto spento di una rivoluzione permanente; dall’altra quello di Pepe, che rifiuta quell’eredità politica e desidera una vita diversa, attratto dal benessere e dall’atmosfera dei grandi hotel dell’Avana frequentati da turisti stranieri. In questo clima di tensione crescente Felipe viene colpito da un infarto. L’evento introduce la figura di Jimmi, che poco alla volta riesce a conquistare la fiducia del vecchio comandante e a costruire con lui un legame autentico. Superando il pregiudizio di Pepe riguardo alla sua “doppia vita” che lo vede esibirsi come Estrellita negli show di drag queen delle notti habanere, Jimmi diventa una presenza sempre più importante all’interno delle dinamiche familiari. Dopo la morte di Felipe, l’ultimo desiderio del comandante spinge Pepe e Jimmi a intraprendere il viaggio verso Baracoa. Attraversando il paese, i due uomini saranno costretti a confrontarsi con sé stessi e con una Cuba più rurale e autentica, in un percorso che ridefinisce il loro rapporto e il modo in cui guardano al proprio futuro.


La fotografia accompagna la struttura bipartita del racconto attraverso scelte precise di luce, composizione e movimenti di camera. Nella prima parte i personaggi si muovono soprattutto in spazi interni, e l’atmosfera è volutamente statica e raccolta. La notte de La Habana, raccontata attraverso Jimmi e Pepe, è accompagnata dai blackout improvvisi della città, un’oscurità quasi totale propria del contesto cubano contemporaneo che diventa elemento narrativo. Anche l’universo di Felipe, dopo l’infarto, è ristretto agli interni della casa: la forte luce caraibica viene filtrata dalle finestre socchiuse, creando un’atmosfera sospesa, a metà tra l’oscurità e il peso dei ricordi. Con l’inizio del viaggio le inquadrature iniziano ad aprirsi e lasciano entrare nel film i paesaggi dell’entroterra cubano. Parallelamente i due personaggi intraprendono un viaggio emotivo ed intimo che li porterà alla scoperta di loro stessi. Per restituire questo contrasto abbiamo scelto ottiche grandangolari per i camera car e i movimenti più ampi, alternati a un 75mm su cavalletto per le scene più statiche e intime, dove il racconto è concentrato sulla trasformazione interiore dei personaggi».



