È stato presentato il 17 novembre al Rome Indipendent Film Festival il cortometraggio Herradura, di cui Federico Schlatter CCS firma la regia e la fotografia. La selezione di Herradura fa parte dell’importante spazio che il festival riserva ai temi ambientalisti, con la presenza, ad esempio, di attivisti come Bill McKibben, rinomato autore e ambientalista americano.

Herradura racconta la vita di due pescatrici cubane. La loro esistenza ruota attorno a una routine scandita dal mare, fonte primaria di sostentamento per le loro famiglie. Questo equilibrio intimo e antico viene progressivamente eroso da un “mondo altro”, che avanza lentamente ma inesorabilmente attraverso l’Atlantico, portando con sé la civiltà consumistica. L’arrivo di questa nuova realtà minaccia il fragile ecosistema in cui le donne vivono e trasforma l’isola, rendendo obsoleta e superflua la loro vita semplice e in sintonia con la natura. Il cortometraggio è una potente metafora della distruzione dell’uomo e della natura operata dalla civiltà del capitale, che sradica l’essere umano dal proprio ambiente naturale per sostituirlo con un paradigma estraneo.

Regia e fotografia: Federico Schlatter; paese di produzione: Cuba; genere: Drammatico, Documentaristico; anno di produzione: 2024; durata: 10’.
Note di regia e fotografia
Herradura è volutamente privo di dialoghi: è il suono del vento dell’oceano e insieme agli altri suoni della natura a esprimere l’armonia originaria tra uomo e ambiente. Questa sinfonia naturale è improvvisamente spezzata dall’irruzione dei rumori moderni, simbolo del progresso distruttivo. La fotografia è governata esclusivamente dalla luce del sole, e cattura le variazioni cromatiche e di intensità che accompagnano il passaggio del giorno, per restituire un’immagine autentica e senza artifici del paesaggio cubano e del suo delicato equilibrio.
