Dopo l’anteprima al Torino Film festival il film Europa Centrale di Gianluca Minucci sarà in proiezione questa sera al cinema Caravaggio di Roma alle 19.30. La sceneggiatura è di Gianluca Minucci e Patrick Karlsen. Alla fotografia Carlo Rinaldi CCS. Montaggio di Ian Degrassi. Scenografia di Csenge Jovari. Costumi: Stefano Ciammitti. Musica: Zbigniew Preisner. Suono: Emanuela Cotellessa. Interpreti: Paolo Pierobon, Tommaso Ragno, Catherine Bertoni de Laet, Matilde Vigna, Angelica Kazankova, Levente Molnár. Produzione: Aldo Minucci, Monica Galantucci, Gianluca Minucci, Romano Reggiani, Mario Gianani, Lorenzo Gangarossa per Wildside, Danubio Film, m74. Contatti: Danubio Film danubioproduction@gmail.com.
Qui un’assaggio dell’intervista che CCS ha curato con Carlo Rinaldi, e che potete recuperare integralmente qui:
Gli oscuri ideali dell’Europa Centrale. Conversazione con Carlo Rinaldi CCS su Europa Centrale di Gianluca Minucci
«Non volevo fare il classico film in stile anni ’40, con colori tipici di quel periodo. Volevo qualcosa di diverso, anche perché il treno in cui si svolge la scena notturna tra Parigi e Lubiana ha quasi una dimensione metafisica. Ho voluto allontanarmi un po’ dalla realtà, e la mia ispirazione iniziale era la Technicolor three strip, con i suoi forti contrasti di rosso e ciano. Volevo che i colori primari emergessero in modo molto forte, ma durante il processo di definizione del look ho capito che il rosso interferiva troppo con i visi e con i materiali come il legno e i velluti. Così ho deciso di ridurre il rosso, e, come accade spesso in questi casi, togliendo una componente, gli altri colori sono diventati più evidenti. In particolare, il ciano, che era già presente nella LUT e nelle luci, è diventato ancora più intenso. Ho iniziato a vedere un’armonia tra il blu del moonlight e il giallo del treno, che è fatto di legno e materiali caldi. La luce lunare blu è diventata così un elemento centrale, una costante visiva che accompagna il viaggio. La scelta del 4:3 e questa combinazione di colori ha contribuito a creare un’atmosfera unica e coerente, che evolve nel corso del film, come una sorta di sinfonia visiva, con cambiamenti di ritmo e colore, ma mantenendo sempre quel moonlight blu».
