The Art of Italian Cinematography and Beyond

The Art of Italian Cinematography and Beyond

Roberto Cimatti

Frequenta il DAMS di Bologna per due anni e dopo l’ultimo esame in filmologia parte per Roma, come stagista per un piccolo film: Augh! Augh!. Lascia definitivamente gli studi e nei primi anni ’80 partecipa alla realizzazione di alcuni corti e film prodotti dalla società IDI Coop, diretta da Gian Vittorio Baldi, tra i quali La terza età e La guérilléra. Lavora come assistente operatore con diversi maestri della fotografia italiana nella realizzazione di spot nazionali, presso le società Playvision, Cinemac 2, Rosanna & Associati e Studio Kappa. A Roma inizia una proficua collaborazione nella Factory Avati partecipando alla realizzazione di otto film, tra i quali: Una gita scolastica, Impiegati, Festa di laurea, Regalo di Natale. Passa a operatore di macchina nell’87 lavorando con diversi registi italiani quali Moretti, Farina, Luchetti, Mazzacurati, Calopresti, Eronico per film quali Stesso sangue, Il Portaborse, Quando eravamo repressi, Condannato a nozze, Il Toro, I buchi neri, La seconda volta, Aprile… I suoi primi lavori come cinematographer sono La Cosa di Nanni Moretti, documentario sui mutamenti politici nella sinistra italiana, Se c’è rimedio perché ti preoccupi? di Carlo Sarti e Fiabe metropolitane per la regia di Egidio Eronico, nomination Golden Leopard al Locarno Film Festival ‘97, Ponte Milvio, esordio alla regia di Roberto Meddi, vincitore al Tetouan Film Festival nel 2000, Non dire gatto, corto d’esordio per Giorgio Tirabassi, vincitore di quattro premi, tra i quali il David di Donatello nel 2002. Per la Sacher Film realizza, con una operazione di found fFootage, I diari della Sacher, Antonio Ruju di Roberto Nanni, Scalamara di Giuseppe M. Gaudino, Ca Cri Do Bo di Susanna Nicchiarelli, In nome del popolo italiano di Valia Santella, Bandiera rossa e borsa nera di Andrea Molaioli, Davai Bistre! Avanti Presto! di Mara Chiaretti, presentati in numerosi festival nazionali ed internazionali.

Nel 2003 segue la fotografia, in tandem con Alessandro Pesci, di Elisa di Rivombrosa, serie tv, a cui

segue una seconda collaborazione: Le stagioni del cuore del 2004. Dal 2003 al 2008 realizza 14 documentari, tra i quali: Il cineasta e il labirinto, ritratto di Francesco Rosi, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia e diretto da Roberto Andò, Segni particolari di Giuseppe Bertolucci, presentato al Festival di Venezia e nomination ai David di Donatello. Nel 2004, Il bravo gatto prende i topi, lungo viaggio nei mutamenti della Cina, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, produzione RAI, vince il David di Donatello. Dal 2006 seguono altre collaborazioni: Atlante veneziano, Dove la bellezza non si annoia mai, Taccuino indiano, Megalopolis che si aggiudica la miglior fotografia al Rhode Island International Film Festival 2008, e il più recente Muri, miglior fotografia al premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi 2013. Giorni in prova di Maria Daria Menozzi, prodotto da Vivo Film è selezionato ai David nel 2007. Sempre nel 2004 esce anche Il vento fa il suo giro per la regia di Giorgio Diritti: girato in modo decisamente sperimentale. Nel film, ambientato in un piccolo villaggio alpino, c’è lo specchio del mondo d’oggi, con le sue speranze e la sua violenza. Il vento fa il suo giro riceve 36 premi e 16 nomination in 121 festival nazionali e internazionali, e sperimenta inoltre una distribuzione alternativa e indipendente con Arancia Film.