Ultimo schiaffo, l’atteso secondo lungometraggio cinematografico di Matteo Oleotto, dopo oltre dieci anni dalla sua opera prima Zoran, il mio nipote scemo e dopo il passaggio nella nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città, è finalmente pronto per il grande pubblico: il film, coprodotto tra Italia e Slovenia con Rai Cinema e Staragara I.T., uscirà nelle sale italiane l’8 gennaio 2026 distribuito da Tucker Film. Prima dell’uscita ufficiale, è prevista un’anteprima a Roma il 4 gennaio alle ore 11:15 al cinema Quattro Fontane.
La storia narrata da Oleotto si muove sul sottile confine tra commedia amara, dramma e noir, seguendo le vicende di Petra e Jure, due fratelli tuttofare di montagna che vivono in un villaggio friulano innevato, alle prese con una quotidianità fatta di stenti, lavori occasionali e sogni di fuga da un destino che sembra scritto nel ghiaccio. L’occasione per tentare di cambiare la propria sorte arriva con la scomparsa di un cane, che sembra offrire la promessa di una lauta ricompensa… Ma ben presto la ricerca si trasforma in un viaggio tragicomico attraverso una provincia sospesa tra speranza e disperazione.
Nel cast, a dare corpo e anima ai protagonisti, Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta nei ruoli di Petra e Jure, affiancati da Giuseppe Battiston, Giovanni Ludeno, Davide Iacopini, Carla Manzon e Rossana Mortara.
Un elemento che contribuisce in modo decisivo all’atmosfera di Ultimo Schiaffo è la fotografia curata da Sandro Chessa CCS: il bianco accecante della neve, il grigiore dei paesaggi friulani e il lento scivolamento della luce invernale si trasformano in protagonisti silenziosi, capaci di esprimere una condizione esistenziale tanto quanto i dialoghi e le azioni dei personaggi. Chessa riesce a trasformare luoghi apparentemente remoti in spazi vibranti di tensione emotiva, dove la fotografia non si limita a catturare la scena ma ne diventa un registro narrativo fondamentale, accentuando il contrasto tra la freddezza esteriore e il calore umano che scaturisce dai legami tra i protagonisti.

Oleotto, parlando del film in una recente intervista, ha definito Ultimo schiaffo come “un cinema che nasce dalla mia terra e torna a casa, con commedia, dramma e qualche taglio thriller, dove la realtà dei personaggi si riflette profondamente anche nell’ambiente che li circonda”.
La stampa specializzata ha accolto il film con giudizi per lo più positivi, evidenziando la capacità dell’opera di scivolare con naturalezza tra generi diversi senza mai perdere coerenza, e valorizzando l’uso del paesaggio innevato non come semplice sfondo estetico ma come strumento narrativo che amplifica le contraddizioni interiori dei personaggi.
In attesa dell’uscita ufficiale, l’anteprima romana del 4 gennaio al cinema Quattro Fontane sarà l’occasione per vedere Ultimo schiaffo.


