Dal 22 settembre arriva nelle sale italiane Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata, il film evento diretto da Giorgio Testi che porta sul grande schermo il concerto dei record tenuto da Ultimo il 4 luglio 2026 a Roma. La fotografia è di Luca Ciuti CCS. I numeri raccontano da soli le dimensioni dell’evento: 250.000 spettatori hanno riempito l’area di Tor Vergata per Ultimo 2026 – La Favola per Sempre, in quello che è stato presentato come il più grande concerto mai realizzato in Italia. I biglietti erano stati venduti in appena tre ore. Un risultato che si inserisce in una carriera live costruita, in meno di dieci anni, attraverso numeri altrettanto impressionanti. Considerando anche le 17 date annunciate per il 2027, Ultimo raggiunge 59 concerti negli stadi e oltre due milioni di biglietti venduti, con dieci date allo Stadio Olimpico di Roma e un concerto al Circo Massimo. Sul fronte discografico, il cantautore romano conta inoltre sette album di inediti, due dischi dal vivo, 85 certificazioni di platino, 21 dischi d’oro, oltre sette milioni di copie vendute e più di 3,5 miliardi di ascolti su Spotify.


Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata nasce per restituire sul grande schermo le dimensioni e l’energia di quella notte. Il film segue il concerto brano dopo brano, affiancando alle immagini del live backstage esclusivi e momenti privati, e raccontando insieme lo spettacolo e il rapporto che Ultimo ha costruito negli anni con il suo pubblico.
La scelta della data di uscita non è casuale. Il 22 settembre è una data simbolica nell’universo di Ultimo: dà il titolo a uno dei suoi brani più noti, pubblicato nel 2020 in coincidenza con la nascita della sua etichetta, Ultimo Records, ed è diventata negli anni una ricorrenza condivisa con i fan.


Diretto da Giorgio Testi, Ultimo – Tutto. Live a Tor Vergata è prodotto da Ultimo Records, in collaborazione con Vivo Concerti, con produzione esecutiva di Maestro. Distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios, sarà nelle sale dal 22 al 30 settembre 2026.
Dopo le 250.000 persone riunite sotto il palco di Tor Vergata, il concerto dei record trova così una seconda dimensione sul grande schermo, attraverso le immagini firmate da Luca Ciuti CCS.
Ci ha raccontato Luca Ciuti:
«Realizzare questo progetto è stata una sfida notevole, innanzitutto per le dimensioni e l’eccezionalità della location. Dovevamo rappresentare un evento unico nella storia della musica italiana, con 250.000 spettatori, all’interno di uno spazio enorme: il palco era largo 140 metri e raggiungeva, compresa la scritta ULTIMO, i 60 metri di altezza, mentre il pubblico arrivava fino a 700 metri di distanza.

Il problema principale era riuscire a restituire la scala dell’evento e, nello stesso tempo, raccontarne la dimensione emotiva: le emozioni di Niccolò, Ultimo, mentre viveva questa esperienza e si esibiva sul palco, e quelle del pubblico che le riceveva e le viveva in prima persona. Dovevamo quindi riuscire a essere molto larghi e, contemporaneamente, molto stretti, oltre naturalmente a coprire tutte le focali intermedie.
Abbiamo lavorato per settimane sulle posizioni delle camere e su quello che avremmo potuto o non avremmo potuto fare, anche per ragioni logistiche e di sicurezza. Un’operazione di queste dimensioni ha richiesto un grande lavoro di coordinamento con l’organizzazione del concerto e con la società che si occupava del lighting design.



Alla fine siamo riusciti a individuare una serie di punti macchina strategici, ciascuno con ottiche dedicate. Siamo passati da un 9 mm, utilizzato frontalmente su un dolly per riuscire a comprendere nell’inquadratura l’intero palco — che, per la sua larghezza, non entrava completamente nel quadro neppure posizionandoci a oltre 60 metri con una focale più stretta — fino a un 1500 mm, che ci permetteva di ottenere il primo piano di Ultimo in qualsiasi posizione si trovasse sul palco. A queste si aggiungeva naturalmente tutta la gamma delle focali intermedie.

Per restituire ulteriormente il senso della scala abbiamo utilizzato anche due droni, che ci consentivano di realizzare grandi inquadrature dall’alto comprendendo l’intero pubblico, e un Technocrane posizionato lateralmente al palco. Accanto a questo impianto abbiamo però voluto introdurre un altro elemento. Oltre alle camere impostate secondo una modalità più propriamente cinematografica, abbiamo utilizzato quattro o cinque operatori con camere più leggere, liberi di muoversi vicino e all’interno del pubblico. Era fondamentale, perché questo concerto ha una caratteristica particolare: è profondamente emotivo. Pur trattandosi di un grande show con 250.000 persone, si ha la sensazione di essere vicini all’artista. Siamo riusciti a catturare reazioni del pubblico di grande intensità e il forte legame con il loro artista preferito. Il montaggio di queste immagini con ciò che Niccolò fa sul palco permette di restituire l’interazione continua tra artista e pubblico, che è una delle caratteristiche più forti del concerto. Anche lo spettatore al cinema viene così coinvolto emotivamente fin dall’inizio.

È stato un lavoro difficile e impegnativo, che ha richiesto molto tempo, ma il risultato finale è stato estremamente soddisfacente. Anche la post-produzione è stata importante. Ho lavorato con Jean Paul Snyder cercando di costruire un look cinematografico, sia nella resa complessiva dell’immagine sia nel trattamento del colore. Volevamo colori pieni, capaci di conservare la vitalità e l’energia del concerto, senza però risultare eccessivamente saturi. Credo che siamo riusciti così a tenere insieme due aspetti: da una parte il senso del grande evento e della grande festa, dall’altra una palette e una qualità dell’immagine più propriamente cinematografiche. È proprio l’incontro tra queste due dimensioni a rendere, secondo me, il risultato particolarmente interessante».
